Dopo quasi sei mesi che vivo qui finalmente oggi mi sono ricordato di prendere il carnet da dieci biglietti dei mezzi che mi fa risparmiare ben il 12% sul prezzo normale dei biglietti singoli. Meglio tardi che mai, si dice. Per gli affari senza rischi non ho mai avuto un occhio di riguardo. Ebbene, entusiasta dell’acquisto, ho subito speso i primi due biglietti per andata e ritorno da Granville a Commercial Drive sullo Skytrain, percorso classico. Sono solo tre fermate ma sembra di attraversare una metropoli. Ebbene sul treno del ritorno, alla fermata di Main Street, compaiono di fianco al treno due atletici poliziotti, uno sulla trentina e l’altro dell’età in cui si comincia a fare i conti per la pensione, proprio come nei film in cui poi quello più vecchio lascia in eredità i propri difetti al giovane. La divisa è inconfondibile e non può certo trarre in inganno, come nei film americani i due indossano un completo blu scuro con una enorme scritta bianca sulla schiena che in stampatello maiuscolo ammonisce “POLICE”. Entrambi sono dotati dei famigerati Taser che tanto han fatto parlare negli ultimi mesi, uno lo tiene appeso alla cintura come nei film di Sergio Leone, l’altro addirittura l’ha legato alla coscia con uno stile tutto Lara Croft, ma molto molto meno sexy. “Tickets, please” leggo sul labiale mentre ascolto musica. E’ la verità, qui i biglietti dei mezzi li controlla la Polizia. Le probabilità di incontrarli sono basse, più o meno come in Italia, ma certo che davanti a due pubblici ufficiali armati spesso passa la voglia di fare i quaquaraqua come con i corvazzi dell’ATM. Questi non sono la versione stanca di Sancho Panza, che non ti rincorrerebbero neppure per tutti gli aumenti fino alla pensione o che prima di controllare se le generalità che hai fornito hanno una parvenza di realtà farebbero vincere lo scudetto al Baracca Lugo. Questi due hanno l’aria sveglia e attenta di un Rottweiler, l’occhio fulmineo che attraversa il vagone alla ricerca di furbetti che qui non troveranno certo, il quadricipite guizzante in attesa di scattare all’inseguimento della preda, l’indice pronto a scaraventare decine di migliaia di Volt addosso al malcapitato. Questo è il momento in cui solitamente ci si rende conto che si è lasciato il biglietto negli altri pantaloni o che prima di salire non lo si è timbrato. Ma stavolta va bene, estraggo il Fare Saver con stampigliata l’ora di scadenza e con uno sguardo d’intesa il mastino annuisce.

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