Also known as Supercar per chi non era in grado di apprezzare il gioco di pronuncia del nome originale. Telefilm dell’inizio anni 80 recitato da un giovane David Hasselhoff nella parte del celeberrimo Michael Knight, paladino della giustizia a bordo di una nera vettura da corsa che ospita KITT, un’intelligenza artificiale potentissima che lo assiste in ogni avventura. Parlando di retrò credo che chiunque dei lettori abbia almeno una vaga idea di quel di cui sto scrivendo. Micheal e il suo pedante e saputello compagno elettronico sono nei ricordi di chiunque sia nato alla fine degli anni 70 ed il mitico Turbo Boost è un sogno che ci si è portati appresso almeno fino alla patente. Qualche tempo fa ho scaricato e rivisto parte delle puntate della serie originale, ma, come spesso in questi casi, i ricordi non hanno un riscontro nella realtà e quanto allora sembrava eccezionale ora ha un gusto vintage che ne dissacra il mito. Basta rivedere Terminator per rendersene conto. E’ per questo che ultimamente così tanti remake ci vengono propinati con insistenza da chi sfrutta i nostri e probabilmente i propri immacolati ricordi d’infanzia. Alla lista non poteva mancare Supercar: la nuova serie, il cui episodio pilota è già stato trasmesso, sembra imminente. Dopo averlo visto però l’amaro in bocca un po’ resta. Lo show si è trasformato in un interminabile spot della Ford, a metà tra Fast and Furious ed i Chips, ed in un continuo sfilare di mignotte che, pur non dispiacendo, non rispetta certo le attese di cavalleria. Non c’è traccia del caro Devon, probabilmente l’attore è troppo vecchio per poter anche vagamente rassomigliare al personaggio. Il nuovo Michael Knight sembra più l’imberbe maritino di Demi Moore che un determinato difensore dei deboli. E quando verso la fine dell’episodio fa capolino David Hasselhoff la frittata è fatta. Tra una spiaggia e una bagnina quest’anno compie 56 anni e, forse complici i problemi di alcolismo, non si può nemmeno dire che li porti così bene. Tutta la tensione accumulata durante più di un’ora di attesa si sgonfia nell’assistere attoniti al dialogo tra i due Michael, decisamente non un pezzo della cinematografia da ricordare. Nonostante tutto l’emozione di risentire quella musica e vedere la lucida e nera nuova supercar che sfreccia sull’asfalto non può non fare presa su chi ha sempre sognato di applicare la striscia di led rossi sul cofano della propria auto.

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