In principio erano i temi. Quelli sul foglio protocollo con la piega per lasciare spazio alle correzioni. Correvano gli anni ottanta delle elementari e dopo avere preso confidenza con quegli odiati dettati scanditi con umoristica chiarezza dagli insegnanti, era finalmente arrivato il momento di prendere in mano la penna e comporre qualcosa di proprio, originale. La maestra scriveva sulla lavagna un soggetto e da quel momento l’obiettivo era duplice, sia raccogliere tutte le idee in proposito, sia organizzarle ed esprimerle nell’italiano più corretto possibile. Un compito non da poco per chi ancora faceva fatica ad allacciarsi le scarpe. Il tema era l’occasione per riflettere, pensare, ricordare, valutare. L’analisi di piccoli avvenimenti e lo studiare il modo di comunicarli ad altri erano davvero un compito sproporzionato e che a volte sembrava impossibile. Più avanti nel corso di studi, quando la mente si era fatta più pronta e la penna più lesta, si sono cominciati ad affrontare temi più complessi e le composizioni hanno cominciato a riguardare temi di attualità, critiche letterarie o addirittura avvenimenti storici. La complessa arte di descrivere su un foglio di carta ciò che a volte nemmeno i pensieri sono in grado di definire si è poi evoluta nel corso degli anni, fino a diventare da un mezzo comunicativo un potente strumento dai molteplici fini. Quello che invece lentamente è cominciato a sparire è la presenza di temi. Nel senso di soggetti, argomenti. Abbandonato il liceo e tuffatisi tutti nella specializzazione che poco o tanto l’università impone, raggiunta poi un’occupazione giornaliera che divora gran parte del tempo, non è certo semplice ritrovarsi a prendere in mano una notizia, un’idea, un’esperienza, e raccogliere il tempo e le energie per capirne gli aspetti più reconditi o formulare una opinione sensata, pur anche senza scriverla. Una delle poche opportunità è saper cogliere le occasioni che si presentano sotto mentite spoglie e nella mia esperienza i film sono una di queste. Con la scusa del praticare l’inglese ultimamente ho visto davvero un po’ di tutto, comprese tonnellate di spazzatura decisamente non raccomandabile. In ogni film che ho visto però, anche il più insignificante accrocchio mal recitato, c’è stato almeno uno spunto che mi ha fatto nascere un pensiero interessante che sono stato contento di avere per la testa qualche minuto. E’ per questo che in quelle frasi che riporto qui e che sembrano recensioni dei film medesimi spesso, più che invitare a vederli, cosa che mi sentirei di fare davvero in pochissimi casi, descrivo i modi in cui la mia zucca si è arrovellata su uno degli spunti che mi hanno colpito.

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