E prima di procedere vorrei far notare il vocabolo retrò “svitato”. Ero indeciso tra questo e svalvolato o tocco, ma poi avreste pensato che mi manca un venerdì.

Me lo hanno presentato il primissimo giorno di lavoro come si indica una statua di gesso e dicendo “lui è il nostro esperto, sa tutto”. Lui gongolante mi ha porto una magra mano umidiccia che ho stretto ostentando un sorriso graffettato. Nel giro di un paio di settimane ero a conoscenza di una decina di leggende da ufficio sul suo conto, di cui almeno tre o quattro con solidi fondamenti e le restanti decisamente probabili visti gli indizi che semina in giro incurante degli occhi curiosi che lo seguono a caccia di qualche nuova stranezza. Altalenandosi nervosamente sulle gambette gracili ravvolte in pantaloni sottratti al nonno bicentenario trascorre le giornate a scovare un modo per consentire al proprio genio di aiutare il mondo. E quando ha trovato qualcosa degna del suo intelletto striscia a mo’ di Gollum fino alla persona esperta più vicina, la fissa con i suoi occhi strabici ed il suo sorriso storto e sgraziato esordendo a descrivere come sarebbe bene che le cose fossero fatte e chiedendo conto del perchè si siano seguiti metodi meno efficienti. Con la lucidità che solo qualcuno nella prima metà dei ventanni riesce ancora ad avere, raccoglie un sapere enciclopedico ed una perizia pratica decisamente rari che lo portano ad essere una disgustosa ibrida via di mezzo tra Pico de Paperis e Puffo Quattrocchi. Anche dal punto di vista fisico. Attaccare discorso con un collega nella sua area d’azione è sempre un rischio e quando vedi in lontananza un occhio che ti fissa ed uno che guarda un po’ più in la sai già che è troppo tardi per metterti in salvo. Prima di poter chiudere la conversazione in tutta fretta e fuggire è già al tuo fianco, ha già dirottato il discorso in un’altra direzione che potrebbe protrarsi per ore e ha dimostrato chiaramente come se egli fosse a capo mondo questo pianeta sarebbe un luogo migliore. Quello che comunque veramente stupisce è quanto se ne intenda di tutto, a partire ovviamente dall’informatica in ogni sua sfaccettatura passata presente e possibile evoluzione futura, fino a raggiungere una meticolosità folle anche sulle attività più banali. Basti menzionare che qualche tempo fa ha programmato un applicazione pubblicata sul web che raccoglie periodicamente i dati metereologici della vicina Whistler e li organizza in grafici e tabelle, tutto questo per poter sapere con buona approssimazione quando le condizioni della neve sono ottimali. Una persona normale consulterebbe il sito fatto apposta e andrebbe a sciare, lui preferisce spendere quel tempo a programmare l’applicazione per sapere quando avrebbe potuto sciare se non fosse stato a casa davanti al pc. Quando ho suggerito ad un mio collega che questo personaggio ha un’inquietante somiglianza con Dwight Schrute di The Office, mi sono sentito rispondere “Dwight is way cooler”.

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