La notizia rimbalza ormai da diverse ore in ogni parte della rete, Gary Gygax, autore del più famoso e diffuso gioco di ruolo mai creato, Dungeons & Dragons, è mancato all’età di 69 anni. Sebbene siano ormai diversi anni che il gioco di ruolo non fa più parte delle mie abitudini e dei miei pensieri, non dimentico certo che per un lungo periodo della mia infanzia proprio Dungeons & Dragons è stato passione, divertimento, fantasia, a volte rifugio. Ci sono stati intere giornate in cui non vivevo in Italia a Milano, ma in un mondo inventato, creato dalla mia fantasia in cui forti guerrieri sfidavano la furia di inimmaginabili mostri, potenti maghi “castavano” incantesimi di supporto dalle retrovie, chierici armati di mazza erano indecisi se curare i compagni o attaccare a loro volta, mentre un’ombra silenziosa cercava di mettere in atto manovre di aggiramento. Burberi nani armati di asce bipenni sempre pronti ad attaccare briga nelle taverne e graziosi halfling che trotterellavano a bordo di un pony per stare dietro al gruppo aggiungevano un tocco multirazziale alla comitiva. E dietro uno schermo di cartone sei dadi dalle insolite forme, a volte gemmati, a volte così originali da essere oggetto di collezione, decidevano le sorti della vicenda, modulati nella loro casualità da un master sempre troppo benevolo. Alcuni dei momenti più esaltanti di quegli anni sono davvero trascorsi tra tiri salvezza contro pietrificazione, 20 naturali, spade bastarde +1 e pozioni curative. Taverna, sidro, bisaccia, acciarino e pietra focaia, armatura di cuoio, palla di fuoco, beholder, cubo gelatinoso, rugginofago, tanti punti esperienza quante le monete d’oro nel tesoro del mostro, i mostri erranti, il tiro per l’iniziativa e la classe dell’armatura, lo spadone a due mani da 1d10 di ferite, i passaggi di livello e gli incantesimi nuovi, l’individuazione del magico. Mi piacerebbe riuscire a tuffarmi ancora una volta in una dimensione che non esiste e sentirmi parte di essa completamente, viverla di nuovo con quella determinazione e coinvolgimento che sono così difficili da raggiungere nella realtà di tutti i giorni. Grazie di aver agevolato la vita ai miei sogni ad occhi aperti ed averli resi così vividi ed importanti, Gary.

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