Granville street, arteria storica, parte della Highway 99, collegamento diretto dall’aereoporto al cuore del centro, migliaia di numeri civici dai suburbs alla stazione di Waterfront che si affaccia sulla baia da cui si gode un’ottima vista di Mount Seymour e Grouse Mountain. Canada Place, antico molo mercantile trasformato il lussuoso centro di congressi e punto di attracco per le navi da crociera, luogo prediletto per passeggiare nei giorni di sole ed osservare le imponenti strutture edilizie di Downtown dall’esterno. Robson Square, affollato incrocio tra le vie più popolari del centro e vero e proprio punto di aggregazione per eccellenza ove Robson, Granville, Howe e Hornby si incrociano circondate dai più visitati grandi magazzini, i più famosi caffè e le più prestigiose banche. Stanley Park, ultima verde propaggine della penisola che si sporge verso la costa, magnifico saggio a portata di mano della natura canadese, flora e fauna, trampolino di lancio per il verde Lion’s Gate, quieta meta di lunghe camminate tra totem, scoiattoli e lagune. Granville Island, isola impropria nascosta tra ponti ed insenature, caotico bazaar e quieto molo tra Yaletown e Broadway, la dove l’Aquabus approda e i grattacieli riflettono l’orizzonte. English Bay, lunga passeggiata sulla spiaggia che guarda Kitsilano ed intravede l’angolo della Horseshoe Bay, freddo ma assolato litorale nordico, i tronchi sulla sabbia, le pietre dei nativi, l’acqua tranquilla e riparata da Vancouver Island. Coal Harbour, li dove atterrano gli idrovolanti e si riflettono gli specchi degli alti palazzi di vetro, davanti alla foresta di Stanley Park e alle lontane scie del Seabus. E l’incrocio tra Broadway e Commercial Drive, fulcro della vita etnica di Vancouver, locali sospetti e personaggi assenti dalle zone più turistiche, rumori ed odori non comuni, lingue incomprensibili e volti non comuni dai tratti esotici. Main street sotto la pioggia, in salita, come un lungo corridoio di negozi e locali attraversa le vie che a raggiera si allontanano dal centro, ciascuna con il suo numero progressivo ed i cartelli verdi appesi agli incroci. Ancora lo Skytrain, lungo ottovolante senza testa nè coda che striscia continuamente avanti e indietro su una rotaia di metallo che congiunge Downtown ai suburbs.

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