Ieri, durante la periodica pausa al bagno dell’ufficio a metà mattina, ho pensato che sarebbe d’uopo comporre un’ode alla carta igienica, strumento importante nella vita di tutti e troppo spesso assente dai discorsi ed ignorato. Al momento sembrava un’idea ottima, adesso potrebbe risultarlo meno, ma persevero perchè le buone iniziative non devono essere penalizzate dall’indolenza. Ebbene esistono una serie di situazioni concernenti l’area semantica della carta igienica che per convenienza o educazione non vengono mai portate alla luce del sole e sviscerate nella loro complessità. Innanzitutto vorrei capire con che criterio è stata stabilita la lunghezza dei pezzetti pretagliati. Credo che nessuno a questo mondo ne usi meno di due o tre alla volta, perchè dunque non fare i tratti più lunghi? Quelli di adesso non sono buoni nemmeno per soffiarsi il naso. Inoltre, se mi posso permettere una critica costruttiva, chiederei di rendere i tratteggi un po’ più marcati e i tagli più profondi, non è infrequente che nella foga del momento non sia possibile recidere il tratto di carta nel punto stabilito e si lasci un brandello strappato per il visitatore successivo che si sicuro non apprezzerà. Questo genere di incidente si può ripercuotere anche per diverso tempo nel caso che per qualche arcano motivo i due veli di carta che costituiscono il rotolo vadano in disallineamento: questo è uno dei problemi leggermente più rari ma in grado di causare forti disagi soprattutto psicologici. I più infatti cercheranno di ignorare il difetto e staccare entrambi i veli al punto tratteggiato che però non coinciderà più, aumentando enormemente le probabilità di rovinare ulteriormente il già danneggiato rotolo. Solo pochi filantropi investono alcuni minuti per staccare il rotolo dal supporto e comprendere in che modo riportare i due veli in sincronia. Un altro appello ai fabbricanti di carta igienica è di rendere più semplice e pulito l’inizio di un nuovo rotolo. Solitamente l’ultimo lembo è incollato così fortemente al resto del rotolo che per iniziare l’utilizzo si è subito costretti a sfilacciare e potenzialmente sprecare i primi centimetri. Sarebbe invece meglio utilizzare un elastico per tenere insieme il rotolo e consentire così agli utenti di cominciare col piede giusto un nuovo emozionante viaggio nel bianco.

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