“Chi non la pensa così, come noi, non fa parte della Lega dell’amore che come simbolo ha il cuore della mamma. Chi non ragiona così, come noi, farà i conti con la Lega dell’amore che è finanziata coi baci e con i sentimenti. E lo statuto sta tutto in una sola riga, che dice: ‘Gioia, fratellanza, cuore, amore, mamma, t’amo’ e nulla più.”

Ammetto che mi pesa un po’ essere lontano dal Bel Paese (l’Italia, non il formaggio) proprio nel periodo più buffo e spassoso, quello delle elezioni politiche. Anche i più pessimisti, di cui facevo parte, avevano dato qualche mese di vita in più al governo Prodi, mesi che mi sarebbero stati utili ad organizzare una breve gita nella esilarante penisola pre-elettorale. Fortunatamente anche da queste parti ho a portata di mano qualcuno di quei personaggi che hanno così tanto pelo sullo stomaco e salumi sugli occhi da riuscire, chissà come, a parlare ancora seriamente della lotteria del prossimo weekend. Certo, quest’anno senza i confronti all’americana dell’anno scorso parte del circo è andata un po’ persa. Conservo ancora i due “dibattiti” in diretta tra Prodi e Berlusconi che riguardo ogni tanto con lo stesso spirito con cui mi gusto i corti di Aldo Giovanni e Giacomo su Youtube. Da una parte un bonaccione, onesto, incompetente e balbettante, dall’altra un Malefix con rotoloni di dati falsi sotto mano ed un sorriso vampiresco. Nessuno dei due con la minima intenzione di rispondere alle domande umilmente poste da sottomessi giornalisti. A presentare l’evento, con ogni probabilità uno degli uomini più brutti del momento. Se si trascende per un instante le circostanze almeno un risolino non poteva non sfuggire. Non c’è stato nulla di simile quest’anno? Ho letto che Walter e Silvio hanno fatto a gara a portare dalla propria parte della barricata chiunque abbia una minima presenza, quasi fossero capitani delle partite di calcetto all’oratorio. Ho letto di giovani precarie destinate a cercare sposi abbienti e di chi incita a non pensare a quale partito ma a quale paese. Preso in parola. Ho letto programmi elettorali di pagine e pagine copiate ed incollate da quelli degli anni scorsi, tanto non li legge nessuno, nemmeno chi li scrive. Restituiamo interesse alle elezioni con un bel concorso, indoviniamo le percentuali: la mia previsione è 46% per Ali Babà e i 40 ladroni e 44% per l’armata Brancaleone. Madame et Monsieur. Le partie commence. Faites vos jeux, s’il vous plait.

Se qualche barbuto regista in decadenza non avesse già fatto propria l’idea mi piacerebbe quasi fare un girotondo. A metà ottocento i futuri italiani gridavano ‘Viva V.e.r.d.i.’ per urlare impuniti sotto gli occhi austriaci ‘Viva Vittorio Emanuele Re d’Italia’. Si accettano slogan adatti ai tempi che corrono.

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