C’è qualcuno che si ricorda ancora delle lattine di quando eravamo piccoli? Quelle con l’apertura difficile a strappo che rimaneva in mano, sia che la lattina si fosse aperta o meno. A me sembra di averle viste per diversi anni, sarei quasi portato a dire fino ai primi anni novanta quando poi sono state sostituite da quelle attuali con la linguetta che rientra nella lattina. Più “sicure” dicevano. “Safety first” come dicono da queste parti. Wikipedia però mi contraddice ed almeno nella sua versione anglofona identifica la data dell’avvicendamento alla fine dei settanta che a me però sembra francamente un po’ prestino. Sono sicuro di aver sperimentato personalmente diverse volte i tagli da linguetta di alluminio e le imprecazioni quando rimaneva l’anellino in mano senza aprire completamente la lattina. Imprecazioni da oratorio tipo “cribbio” e “acciderba”, ma pur sempre imprecazioni. Tra l’altro, per quanto posso racimolare dalla mia memoria a scolapasta, mi sembra di rimembrare che la sostituzione del meccanismo di apertura fosse stato dettato proprio dal supposto alto tasso di persone che si infortunavano con le affilate linguette che venivano lasciate in giro dai maleducati e potevano riservare ben poco piacevoli sorprese a chi ci metteva inavvertitamente qualche arto sopra. Per evitare un male però, come spesso accade, se ne creò un altro e subito dopo l’adozione della nuova metodologia venne alla luce il problema igienico da essa introdotto. La possibilità che una parte esterna della confezione, esposta ad ogni sorta di contaminazione, venisse a contatto con la bevanda e fosse con essa ingerita riguardava certamente una percentuale di utenti finali ben più ampia del problema precedente. Da qui un nuovo provvedimento per fare sì che la parte superiore delle lattine venisse ricoperta da una protezione, misura che però ho visto messa in atto ben poche volte, forse solo da alcune linee di bibite della San Pellegrino e della Pepsi e probabilmente sfruttata più per estetica che igiene. Gli altri continuano tuttora impunemente a darci da bere la sporcizia dei loro magazzini, forse non è nociva abbastanza. E in un impeto di amore per il passato vorrei tornare alle vecchie lattine, quelle che costavano 450 lire al supermercato, quelle di cui era disponibile anche la versione alta da mezzo litro per chi aveva davvero sete.

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