E’ importante saper continuare ad evolversi in tutto, anche nelle piccole abitudini che caratterizzano la vita di tutti i giorni e la differenziano da quella degli altri. A Milano, come tutti i lettori certamente sanno, il drink che mi ha fatto compagnia per tanti anni è il Negroni, nelle sue versioni tradizionale e sbagliata. Il colore rosso, la fetta d’arancia ed il caratteristico profumo sono solo alcuni degli aspetti che lo rendono unico ed ancora adesso una delle bevande che più stimolano il mio palato. Oggi però la vetta del podio è occupata da un cocktail nostrano, o se non completamente tale almeno più conosciuto del Negroni da queste parti. Mi è stato offerto la prima volta da un collega alla fine di gennaio e nemmeno avevo capito bene di cosa si trattasse. Il colore paglierino, la sensazione frizzante e lo spicchio di lime mi incuriosivano e da quella sera il rye and ginger è una delle risposte più frequenti alla domanda “can I get you something to drink?”. Come il nome stesso suggerisce il primo dei due ingredienti principali è rye whisky, ossia whisky ricavato dalla segale, ed è tradizionalmente il whisky per eccellenza in terra canadese. Il secondo elemento è il ginger ale, una bevanda gasata analcolica con un retrogusto di zenzero, ma apparentemente molto simile ad una semplice acqua tonica. La mescolanza dei due è servita in un bicchiere da cocktail basso con ghiaccio e uno spicchio di lime che, al contrario dell’arancia del negroni che è per lo più ornamentale, deve essere spremuto ed affondato nel bicchiere prima di consumare. Il risultato è una bevanda leggera e rinfrescante, adatta ad ogni stagione e decisamente caratteristica della regione. Non il solito Cuba Libre, che qui viene semplicemente chiamato Rum and Coke, e nemmeno un banale Vodka Martini che da queste parte nemmeno contiene Martini.

Annunci