Si fa un gran parlare di quanto sia complicato usare un computer e che gli esseri umani meno esperti facciano una gran fatica ad utilizzarlo. I seguaci sostenitori di questo o quel sistema operativo poi non perdono occasione di puntare il dito verso i difetti dei rivali, sottolineando quanto sia contorto e poco intuitivo eseguire anche le più semplici e quotidiane operazioni. Ogni qualvolta poi viene rilasciata una nuova versione di questo o quel prodotto si presenta una nuova opportunità per segnalare ogni supposto difetto di usabilità. E la rete stessa pullula di sfoghi contro Windows Vista o il nuovo Ubuntu che sembrano essere i due contendenti sulla cresta dell’onda in questo periodo. A mio parere si sta perdendo di vista il fatto che nel momento in cui uno strumento tecnologico supera un certo livello di complessità è naturale che l’utente non esperto sia costretto a ricorrere a professionisti per soddisfare le proprie esigenze. E questo livello di complessità è stato superato da diverso tempo da qualsiasi computer sia in commercio oggigiorno. Quanti sono quelli che quando bucano una gomma in autostrada non chiamano il carro attrezzi? Quanti osano mettere le mani nella lavatrice quando si rifiuta di lavare i panni? Chi si azzarderebbe a smontare lo stereo per capire perchè fatica a leggere i CD? Eppure, se il computer non funziona, tutti ritengono di poter intervenire in qualche modo e che sia compito di chi i computer costruisce saperli mettere in condizione di sistemare tutto. Eppure il computer, nella sua accezione più generale, è certamente uno dei frutti più complessi della tecnologia attuale, ben più complesso degli esempi precedenti. Ma qualcuno nella costa ovest degli Stati Uniti ci ha convinto che chiunque sia in grado di comprenderlo ed utilizzarlo e dunque le nostre aspettative sono falsate. Se il computer è rotto, bisognerebbe fare come quando si rompe la caldaia, chiamare un tecnico e far lavorare chi conosce il mestiere!

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