Primo maggio, festa del lavoro, concerto in Piazza San Giovanni e tutto il resto del circo. Guardando oltre il carnevale nelle nostre strade, la celebrazione ricorda la conquista dei diritti dei lavoratori circa un secolo e mezzo fa ed in particolare fa commemora la rivolta di Haymarket a Chicago nel 1886, quando le forze dell’ordine fecero fuoco su una folla di lavoratori che manifestavano per chiedere un orario lavorativo di otto ore giornaliere. E’ interessante soffermarsi a riflettere qualche minuto sui diritti dei lavoratori oggi che, almeno in Italia, tali diritti sembrano calpestati giornalmente senza che alcuno apra bocca. Forse i nostri predecessori avevano più spina dorsale o forse non abbiamo ancora toccato quel fondo che consente di cominciare a voler risalire verso la superficie. Quel che pochi sanno invece è che la data del primo maggio è stata adottata per la prima volta in Canada in seguito alle rivolte dei lavoratori della stampa nel 1872 a Toronto i quali richiedevano una settimane di sole 54 ore di lavoro. Come per dire che in qualche modo tutte le strade portano a Roma ed il Canada non è quella nazione completamente estranea ai fatti di politica che tutti credono. Al giorno d’oggi però la celebrazione viene festeggiata in terra canadese il primo lunedì di settembre dopochè la festività è stata resa ufficiale dal primo ministro John Thompson nel 1894. E comunque decisamente i canadesi non hanno il carattere da scendere in piazza in massa con bandiere e striscioni, pur certamente essendo affezionati ai diritti che a fatica hanno conquistato più di un secolo fa.

Su un versante più personale, la festa del lavoro è per me sempre associata a quel primo maggio del 1994 quando ad Imola ha perso la vita Ayrton Senna, uno dei più importanti piloti di Formula 1 della storia dell’automobilismo, vittima di un inspiegabile incidente mortale. Nonostante la mia notoriamente fallace memoria, ricordo perfettamente quella domenica e, pur non essendo mai stato appassionato di motori, quella tragedia mi ha colpito ad un livello così personale che ogni anno non posso fare a meno di ricordarla.

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