Come tutti ormai sanno, i dati relativi all’anno fiscale 2005 riguardanti le dichiarazioni di tutti gli italiani sono stati pubblicati dall’agenzia delle entrate, volutamente minuscola, tanto quanto l’ideatore dell’iniziativa vincenzo visco che evidentemente si è perso anni di sensibilizzazione sulle tematiche dei diritti alla privacy. Sono indeciso su cosa commentare a proposito dell’episodio, in Italia anche quando si prevede il peggio non si riesce ad avvicinarsi alla realtà che molto spesso risulta ben oltre l’immaginabile. Anche perchè in questo caso la decisione del quasi ex viceministro è irreversibile e senza possibili scappatoie. Come anche i ragazzini delle elementari sanno perfettamente, la rete non dimentica nulla una volta che le informazioni sono state diffuse e, analogamente al famoso filmato di Chiara da Perugia diversi anni fa, si ha un bel dire che è illegale entrare in possesso dei dati, i buoi sono già fuggiti ed il recinto non ha nemmeno il catenaccio per essere chiuso. Un’altra dura lezione per la nostra classe politica di dinosauri ad opera delle nuove tecnologie di cui tutti si riempiono la bocca senza poter vantare la minima esperienza in proposito. Sono “scattate” denunce, per usare i termini dei nostri giornalisti, ma già si sa dove finiranno e sono stupito che qualcuno si disturbi ancora a sporgerle o forse si cerca come di consueto di tenere calme le folle dando l’impressione che giustizia sarà fatta. Per chi non fa parte dei più generosi contribuenti di ogni città, i cui nomi sono anche stati pubblicati da Il Sole 24 Ore, resta il divertimento di scorrere i nomi alla ricerca di parenti e amici oltrechè colleghi, praticando lo sport preferito dell’italiano medio, il voyeurismo. Ieri era il Grande Fratello che riguardava una manciata di buffi ragazzi in una casetta, oggi il grande fratello osserva tutti gli italiani ed è molto più simile a quello di Orwell. Domani?

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