E anche quest’anno è arrivato questo giorno. Ventinovesima volta, il che, come diceva la mia maestra delle elementari, significa che sono nel trentesimo anno. Forse era una considerazione piacevole ventanni fa, ora è ancora peggio. Finirò anch’io a dire che nonostante l’età anagrafica mi sento giovane dentro. Una di quelle frasi che determinano inesorabilmente il passare degli anni, insieme all’essere giovanile, probabilmente uno dei termini peggiori che si sentano in giro. Quello di cui mi posso fregiare oggi, 13 Maggio 2008, è che gli ultimi dodici mesi non li ho certo trascorsi ad aspettare alcunchè girando i pollici, ma sono stati tra i più attivi ed eccitanti che abbia mai vissuto. E se devo augurarmi qualcosa per i dodici mesi che ho davanti non posso pensare a nulla di meglio di ciò che ho alle spalle. Resta il fatto che non sono un gran fanatico dei compleanni, è un’occasione in cui per forza si è al centro dell’attenzione ed io odio avere gli occhi su di me. Oggi però confesso che mi ha fatto piacere ricevere gli auguri sia dei vecchi cari amici di oltreoceano, sia delle nuove conoscenze recentemente acquisite, quasi come se nel giorno del mio compleanno avessero qualcosa più in comune del solito. Colgo anche l’occasione della notabile data per ricominciare ad aggiornare questo blog visto che, complici le gradite visite di parenti ad amici, ho avuto ben altro con cui occupare le mie giornate. O meglio, non ho avuto modo di pensare a qualcosa di interessante da scrivere. Tanti auguri a me e grazie a chi si è ricordato. Vergogna ed umiliazione a chi ha fatto finta di niente solo perchè quest’anno non si è andati a bere in via Strambio!

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