Incredibile. Oggi da tanti punti di vista. E’ sabato e inaspettatamente la sveglia trilla, per così dire, alle 7. Un errore? Magari. Da una settimana tutti i vancouveriti sanno che per oggi sono stati previsti 28 gradi e cielo sereno e chiunque, giovani e vecchi, donne e uomini, hanno fatto progetti per godere a pieno del primo assaggio di estate. Il mio progetto del sabato è da anni lo stesso: dormire, noncurante del meteo. Squadra che vince non si cambia, dicono. Ma forse un virus locale mi ha colto e sto assorbendo qualcosa delle abitudini autoctone, sempre avide di calore e natura. Ed ecco che il mio programma odierno prevede, oltre alla sveglia antelucana prolungata da innumerevoli snooze, il trasferimento a North Vancouver e da li a Deep Cove, tempio dei remi e delle pagaiate che già ha visto protagonista l’intrepida sorella un paio di settimane addietro. La piccola spiaggetta antistante la marina è gremita di atletici individui eccitatissimi ed è davvero facile lasciarsi prendere dall’entusiasmo. Due scartoffie da firmare, l’attrezzatura è pronta e siamo in acqua. L’esperienza è eccezionale. Pagaiando a pelo d’acqua sotto un caldo sole di maggio e rinfrescati da una piacevole arietta fresca marina è possibile godersi da una posizione unica una vista invidiabile sui rilievi e le foreste che si spingono fino sulla costa. L’imbarcazione è piccola, leggera e veloce. Dopotutto non è così faticoso spingere avanti un guscio di fibra di vetro sul mare completamente piatto e, volendo, può anche essere un ottimo esercizio fisico per i più pigri. Ovvio, dopo due ore di movimento l’unica opzione è scaraventarsi nel più vicino pub per un ottimo salmone alla griglia imbevuto dell’immancabile birra. A volte vale la pena perdere il sonno del sabato mattina.

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