Avete presente quei disegni che si possono interpretare in vari modi a seconda di come li si guarda? Quelli che se li vedi in un modo sembrano qualcosa e se li vedi in un altro sembrano tutt’altro. Il più famoso è quello del vecchio con la barba, secondo qualcuno Freud, che può essere visto anche come una figura femminile, sono sicuro che tutti voi cari acculturati lettori avete davanti agli occhi ciò di cui sto parlando. E se non l’avete Google ve lo ricorda. Bene, ora che siamo tutti allo stesso punto sono pronto a raccontarvi il resto. Mi capita relativamente spesso di applicare lo stesso genere di filtro quando sto guardando un film. Normalmente si cerca di concentrarsi sulla vicenda e sui personaggi come se non si fosse al cinema, ma quel che si vedesse avesse una forte relazione con la realtà. E’ spesso uno degli obiettivi del regista e degli attori dare un senso di realismo a quanto viene rappresentato in modo tale da coinvolgere lo spettatore in prima persona e renderlo partecipe delle scene. Ebbene a volte, in certe condizioni, mi perdo completamente la vicenda e mi concentro invece sul fatto che le persone che vedo muoversi sono attori che stanno recitando e che l’ambiente che li circonda non è altro che una scenografia ben fatta. A quel punto poi comincio a interrogarmi su cosa l’attore potesse avere per la mente in quel momento e in che modo sia possibile simulare così bene la realtà. E da li il film è praticamente finito. Forse è ora di mettere la testa a posto.

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