Leggo oggi sul Corriere che Al Qaeda ha pubblicamente minacciato il nostro attuale premier e il vice direttore del periodico Corriere della Sera attraverso un messaggio su un forum. Per un momento spero che sia tutto vero e che non sia la solita propaganda da cui siamo bombardati giornalmente. Spero che ci sia una cellula pronta ad un attacco terrorista contro un presidente che progetta leggi anticostituzionali per salvare se stesso e lega le mani della giustizia rendendo l’Italia un luogo in cui invece della certezza della pena si può sperare nella certezza del contrario. Spero di non potermi disperare troppo di aver perso il dittatore travestito da presidente che manda l’esercito per le strade in risposta all’emergenza sicurezza e disperde le folle pacifiche di manifestanti alla maniera di Bava Beccaris. Spero, perchè sperare non costa nulla e mette di buon umore.

Ma poi non posso fare a meno di sorridere, anche se un sorriso amaro. Si tratta con assoluta evidenza di uno di quei tristemente comuni esempi di notizie fasulle e forgiate ad arte per manipolare le opinioni di chi nei media ha ancora fiducia, proprio sull’efficace stile adottato oltreoceano dall’altro presidente di cui il nostro si professa tanto amico. Il solito vecchio mezzuccio di puntare il dito verso l’altro per distogliere l’attenzione da se stessi, è stato usato così tante volte ultimamente che cascarci ancora è quasi una colpa. E quale migliore bersaglio per il fantomatico attentato del nostro nano pieno di sè? “Attentato!” gridava qualcuno qualche tempo fa deridendo le manie di persecuzione e la presunzione del nostro piccolo Bush. “Attentato!” grida ora lui stesso iniettando notizie a suo piacimento in un sistema di informazione che Reporter Sans Frontières classifica al quarantesimo posto mondiale per libertà di stampa.

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