Ricordo bene alle elementari quando mi è stato insegnato che il sangue è composto da globuli bianchi, globuli rossi e piastrine, queste ultime incaricate delle operazioni di riparazione dei tessuti nel momento in cui ce ne fosse bisogno. Ricordo anche le immagini delle piastrine, rappresentate come mattoncini arancioni con una faccia sorridente che corrono ad ammassarsi su una ferita. Sono quelle interessanti nozioni che restano tali finchè non ci si rende conto di colpo di quanto queste insignificanti parole entrate da un orecchio e uscite dall’altro possano influire sulla vita quotidiana.

Domenica scorsa stavo preparandomi il frullato serale, mela e banana, il mio preferito. L’operazione più complessa è tagliare le mele senza farsi male con il coltellaccio da assassino che utilizzo. Spesso il trucco riesce, domenica sera purtroppo no e mi sono trovato l’affilatissimo coltello piantato in un dito dopochè la consistenza della mela è risultata differente dalle attese. Fortunatamente il taglio era meno profondo di quanto previsto e dopo qualche minuto sotto l’acqua gelida canadese l’emorragia si è fermata. Restava però ovviamente il taglio, così ho finalmente potuto utilizzare quei meravigliosi cerotti che ho in casa da chissà quanto tempo e che ho comprato per chissà quale motivo.

Mi aspettavo però che la ferita avrebbe impiegato diverso tempo a rimarginarsi, sia per la posizione sul dito che la costringe a continui stress, sia per il fatto che durante il giorno le mani sono spesso a contatto con l’acqua che scioglie rapidamente le croste. Ebbene, contrariamente a queste previsioni, dopo pochissimi giorni il taglio è quasi completamente rimarginato, non ha più bisogno di cerotto e potrebbe anche passare inosservato ad un distratto. Trovo che sia miracoloso come l’uomo possa entro certi limiti autoripararsi senza sforzo alcuno.

Per gli Zerg e i Protoss invece c’è da arrangiarsi diversamente purtroppo.

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