Ci sono giorni in cui veramente il peso del lavoro e dell’impregno quotidiano si fa sentire più del solito, e oggi è stato uno di questi. Già è venerdì e quando suona la sveglia la voglia di contrarre gli addominali ed alzarsi è nulla, ma con tutto quel che c’è stato in ballo oggi forse avrei fatto meglio a darmi malato. Appena arrivato, nemmeno controllata la posta, mi sono stati offerti del dolcini che qualcuno aveva portato. Ho sempre detto che prima del caffè non voglio niente e questi insistono, come si può rifiutare? Poi il mio capo è tornato da due giorni di raffreddore e si è dovuto fare due parole per sentire un po’ come stava e se era guarito completamente. Neanche il tempo di lavorare un po’ in pace e ancora il mio capo mi ha chiesto se avevo voglia di andare al pub a vedere il quarto di finale Turchia – Croazia con lui, visto che è di origini turche. Ho acconsentito seppure a malincuore, visto che sul terrazzo stavano allestendo il primo barbecue della stagione. Come se non bastasse la partita è andata ai supplementari e ai rigori, morale che si è tornati in ufficio dopo tre ore a guardare una tesissima sfida decisasi all’ultimissimo momento. Speravo di potermi mettere un po’ al lavoro, ma non c’è stato verso. Un altro mio collega è passato a fare due chiacchere e in men che non si dica si son fatte le tre, ora alla quale di venerdì si cominciano a servire le birre in tutto l’edificio. Il colpo di grazia è arrivato quando il mio vicino di scrivania mi ha chiesto di giocare a carte. Dopo tre partite perse ero talmente esausto che ho deciso di avviarmi verso casa una mezzoretta prima. Non posso mica andare avanti così!

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