Siete tutti autorizzati a non crederci, ma sabato pomeriggio ero all’ippodromo di Vancouver. Avete presente quel posto pieno di schermi in cui vanno tutti i vecchi a scommettere la pensione su quattro ronzini che nemmeno vedono correre? Proprio li. Complice un compleanno organizzato sulla tribuna d’onore mi sono avventurato in questo nuovissimo ambiente che mai avevo avuto il coraggio di esplorare in precedenza neppure a Milano che pur si vanta di averne uno appena di fianco a San Siro. Comincio col dire che ho perso solo una cinquantina di dollari, limitando notevolmente i danni e senza neppure divertirmi troppo, il che scongiura possibili ricadute future nel gioco d’azzardo. A difesa dei giovani presenti c’è da menzionare che il pubblico è decisamente diviso tra i professionisti abituè del posto, conoscitori di corse e cavalli, folli puntatori di cifre folli fino a tornare a casa in bancarotta, seduti all’interno tutti intenti a definire la strategia migliore, e i visitatori casuali che non hanno idea di come si punti sulle corse, urlano alle bestie sventolando i bigliettini con le scommesse come nei film e bevendo come folli. In sè non è davvero nulla di speciale, ma lasciatisi alle spalle quell’aria di vecchiume che inevitabilmente si respira un po’ per pregiudizio, non è affatto fastidioso trascorrere un pomeriggio all’aperto davanti al paesaggio maestoso delle montagne di Vancouver a veder correre cavalli ogni mezzoretta e sorseggiare qualcosa di buono facendo due chiacchere. Inoltre posso dire con un’aria distinta di saper usare le puntate base, win, place e show, a tutti quei buzzurri che mai han posato piede in un ippodromo. E poi perdere col sorriso è così chic..

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