So che farò fatica a tornare in Italia da quando ormai mi sono troppo modellato sulle abitudini locali che hanno più dello svizzero che del nordamericano. Tanto mi hanno sorpreso positivamente al mio arrivo, quanto ora le considero scontate e le pretendo, anche con una certa veemenza. Effetto dell’adattamento, suppongo. Chi non si leva lo zaino sull’autobus è un bifolco, chi butta le carte per terra uno zotico e chi non lascia la mancia un morto di fame. Mi sento più a mio agio al punto che mi considero fin troppo presto nella posizione di chi si adopera per preservare questo stato, quando solitamente sono sempre stato per il vivi e lascia vivere, anche in casi limite, e scuotermi dalla mia indifferenza non è mai stata opera facile.

Oggi è martedì, giornata dell’indiano, ma per motivi vari il solito gruppetto di aficionados non era pronto al consueto Masala Chicken e dunque mi sono lanciato al Pacific Center dove il martedì offrono cinque tacos a cinque dollari. Un’offerta che mi ricorda per ingordigia una certa gara di Chicken McNuggets qualche anno fa. La fila era come previsto di una certa importanza e ovviamente schierata a debita distanza dalla cassa per lasciare passare la gente. Due giovanotti, evidentemente forestieri, si sono avventurati direttamente alla cassa senza mettersi in fila, non per mala volontà, ma probabilmente per distrazione. A quel punto sono entrato in gioco io, con la stessa aria della vecchietta del supermercato che scruta guardinga chiunque tenti di soffiarle il posto, pronta a dirne quattro al primo allarme.

“Dudes, the line is over here!”. Non mi riconosco più.

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