Qualche giorno fa sul Finacial Times è comparso il primo di una probabilmente lunga serie di articoli sul malgoverno del nostro paese, sulla falsa riga di quanto già si leggeva qualche anno fa. Protagonista, come se ci fosse bisogno di dirlo, il nostro beneamato premier, mister amico di tutti, eletto da una sorprendente maggioranza di italiani. Il breve trafiletto non riporta nulla che già non si sappia, nessuna rivelazione, nessun nuovo scoop, semplicemente descrive con obiettività ciò che sta accadendo come dovrebbe fare ciascuna testata giornalistica, senza risparmiare i colpi dove sono necessari, a partire dall’inequivocabile titolo “Oh no, not again”. Il nostro Corriere online riporta timidamente la notizia trascrivendo alcune frasi con una gelida imparzialità, come a sottolineare che non è farina del suo sacco, ma poi la sotterra rapidamente ricoprendola del consueto circo italiano fatto di calcio, culi e tette, il pane quotidiano di ogni cittadino. Trovo onestamente insopportabile che ci siamo ridotti a farci fare la ramanzina dai giornali d’oltremanica e che non siamo più capaci di lavarci i panni sporchi in casa, con la nostra informazione, la nostra giustizia, il nostro paese. Torniamo forse lentamente a quei periodi ormai quasi dimenticati di sessantanni fa, quando ci si sintonizzava su Radio Londra per sentire ciò che davvero stava accadendo oltre la propaganda imposta dal regime? Davvero qui non c’è più nessuno che ha il coraggio di prendere in mano una penna e scrivere che il re è nudo davanti a tutti? Non abbiamo altra chance che chiedere agli altri chi siamo e cosa stiamo facendo perchè non ne abbiamo più la minima idea, sommersi come siamo dalle balle che ci vengono lanciate addosso ogni giorno?

Annunci