L’ombelico. Tema interessantissimo. Non solo centro della pancia, baricentro del corpo umano e supporto per piercing di ogni genere ma anche elemento funzionale seppure in disuso da tanti anni. L’altro giorno mi chiedevo come effettivamente funzionasse questo sportello di rifornimento per feti e non sono riuscito a spiegarmelo. Tutti sappiamo che il cordone ombelicale porta nutrimento al futuro neonato mentre è nella pancia della mamma, ma il come non mi è mai stato chiaro. Dove finisce questo tubo? Cosa trasporta? Com’è possibile chiuderlo appena dopo la nascita? E perchè non continuiamo ad usarlo in caso di emergenza? Tutti interrogativi estremamente importanti di cui non veniamo messi a conoscenza con la tempestività che il tema richiederebbe. Insomma, grazie alla solita Wikipedia che ormai è il mio Pico De Paperis telematico, ho scoperto tutto questo. A quanto pare questo cordone ombelicale si collega, pensate un po’, al fegato e al cuore del nascituro direttamente. Di fatto è un po’ come una deviazione di un vaso sanguigno della madre che finisce direttamente nel figlio, simile a quegli aeroplani che si riforniscono in volo. E il figlio come un piccolo pipistrello succhia il sangue della mamma che, come consigliano tutti, è bene che stia attenta a non inquinarlo con sostanze dannose per il pargolo. Ecco perchè sconsigliano di uscire a bere con gli amici mentre si è incinte, il piccolo ospite dell’utero, invece del solito sangue, potrebbe trovarsi nelle vene un Mojito senza tanti convenevoli e tutti sanno che non è piacevole avere un ubriaco, seppur piccolo, nella pancia. Certo che, cocktail a parte, si potrebbe tenere l’ombelico aperto con una valvola da utilizzare nei momenti in cui ci fosse bisogno. Invece che la flebo -stlac- attacchi il tubo all’ombelico e via.

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