Quando vivevo a Milano gradivo sempre le mattine feriali per la costante presenza di quei giornali poveri che vengono distribuiti gratuitamente in Metro. Al punto che le poche volte che non riuscivo a procurarmene una copia la giornata cominciava immediatamente sotto pessimi auspici. Il viaggio sui mezzi pubblici meneghini è già di per se così deprimente che senza una lettura, per quanto misera, si finisce a guardarsi intorno e dopo quello si è pronti per il suicidio. Ecco spiegata tanta gente finita in mezzo ai binari elettrificati della M1. Ebbene la banalità della selezione delle notizie e la superficialità con cui i temi vengono trattati sono un unicum che meriterebbe approfondite dissertazioni, se solo valesse la pena spenderci tempo, ma in fondo tali pubblicazioni rispettano solo le aspettative del lettore medio ed è proprio quest’ultimo che desta il più vivo interesse. Sono quelli che si arrovellano sui gialli nazionali, discutono animatamente della sorte di malati terminali che neppure conoscono, si commuovono per gli eventi romantici dei personaggi dello spettacolo, ma saltano la pagina degli esteri per soffermarsi invece sulle paginone di pubblicità di MediaWorld che si faranno interpretare da quel loro amico genio dell’informatica. Sono quelli che un tempo erano i vecchietti da bar, tutti scandali e bei vecchi tempi, e che ora hanno trentanni in meno ma la stessa mentalità provinciale da sogno italiano, sfumato ovviamente. Quelli che sono pronti ad elargire la loro migliore opinione del giorno via SMS pur di guadagnarsi cinque secondi di celebrità sulla pagina del loro “giornale” preferito: “C’è ancora chi
gli animali come i giocattoli, ma unici capaci incondizionato. cambierà la forse il randagismo diminuirà”
scrive Cinzia62 o “Gli animali non sono ancora considerati esseri senzienti, ma cose. È una mentalità arretrata e da terzo mondo” dice Marco. Ora che ho ritrovato il sito di City, e scusate l’allitterazione, posso finalmente sentirmi di nuovo parte di questa marmaglia.

Annunci