Che fascino la tecnologia! Poter mettere le mani su complessi artefatti e capire in che modo sono stati progettati e secondo che principi svolgono le loro funzioni. La soddisfazione di scoprire piano piano quello che qualcun altro ha pensato e studiato perchè il pubblico potesse lavorare o divertirsi senza doversi preoccupare dei dettagli. E investigarne i segreti più intimi con l’entusiasmo di un archeologo che spolvera un reperto di centinaia di anni fa. Approfondire ancora di più la conoscenza e intuire come migliorare o stravolgere le funzionalità degli stessi componenti per costruire qualcosa di diverso o ricombinarli con altri strumenti in un macchinario nuovo. Adoro questo continuo incuriosirsi e ingegnarsi come se fosse un infinito quiz, un rebus da risolvere o di cui leggere la soluzione. Fino a qualche tempo fa mi piaceva classificare le mie scoperte, giudicare strumenti simili decretandone il migliore nella categoria giustificando la mia scelta con ampie disquisizioni tecniche e non. Oggi mi basta solo conoscere, sapere come funziona il motore, cosa succede al di sotto della carrozzeria quando si preme quel pedale. Ed è ancora più affascinante perchè è un gioco che non finisce mai, non si è mai esperti a sufficienza, non si riesce mai a raggiungere il punto di saturazione. Anche se oggi radunassi in me il sapere completo di tutto, basterebbe attendere un paio di settimane e fiorirebbero nuove tecnologie, nuovi prodotti, nuove idee da scoprire e con cui giocare. Niente in questo periodo storico è così prolifico ed in evoluzione come la tecnologia, ed in particolare la cosiddetta informatica, termine che sa un po’ di anni ’80, e le telecomunicazioni. Non so per quanto tempo vorrò ancora lavorare in questo settore, ma non credo che vorrò mai rinunciare al piacere di viziarmi con lo smontare i giocattoli e svelarne gli ingranaggi.

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