Signori, siamo arrivati al punto che l’unica rivista che ha le palle di dire la verità sul nostro governo con le parole adeguate è una testata cattolica che fino a poco tempo fa era celebre solo per anacronistiche battaglie oscurantiste. Oggi, sia fulminato se capisco perchè, vabbè anche uno scappellotto va più che bene, dobbiamo ringraziare che esista qualcuno che ha la libertà di informare l’elettorato delle conseguenze delle proprie scelte senza i filtri censori imposti dagli interessi delle testate giornalistiche ed i timori reverenziali nei confronti dei potenti. E la certezza che siano sulla strada giusta si consolida quando non solo gli accusati si difendono nel poco ordinato modo con cui solitamente gestiscono l’eventuale opposizione, dando del comunista alla cieca, ma anche lo stesso Vaticano interviene per discostarsi da questa pecorella smarrita che si permette di alzare la voce con gli alleati di questo mondo che garantiscono di mantenere lo status quo etico in cambio del silenzioso assenso su tutto il resto. Forse vale davvero la pena sostenere le pubblicazioni e le persone che, al di la delle specifiche ideologie, hanno il coraggio e la libertà di scrivere e pubblicare le proprie opinioni senza timore di pestare i piedi ai grandi e farsi abbandonare dai propri protettori. Vale la pena perchè sono pochi e perchè, come disse qualcuno che in questo momento neppure Google sa reperire, anche se non sono sempre d’accordo con le tue idee combatterò fino alla morte perchè tu possa esprimerle liberamente. Cioè, un attimo, la cosa della morte l’ha detta quel tizio che non ricordo, io comunque farò tutto il possibile. E se qualcuno di voi riuscisse a liberarsi per un momento della propria laicità, legga per questa breve intervista al presidente delle Acli (Associazioni Cristiane dei Lavoratori Italiani, dice Wikipedia) pubblicata proprio da Famiglia Cristiana.

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