Oggi non sono andato a lavorare per seri ed accertati motivi di salute, così ho pensato di approfittarne per passare una di quelle giornate da periodo universitario, completamente libere da ogni impegno e senza pensieri per la testa. Non protestate, le mie erano così. Allora avevo tempo di coltivare le mie neonate passioni tecnologiche e buttarmi a sviluppare applicazioncine per il semplice gusto di vedere che ne ero capace e che alla fine bene o male, spesso male, funzionavano.

Ricordo la mia prima estate da universitario, anno di grazia 1998 (mi ci sono voluti alcuni minuti per ricostruire), trascorsa interamente a scrivere il progettino di fondamenti di informatica in un linguaggio di programmazione che era vecchio il giorno stesso che l’hanno ideato, il Modula-2. Wikipedia ne fa risalire la creazione al 1978, molti miei amici l’avrebbero potuto veder nascere. Un agosto tremendo tappato in casa a cercare di far funzionare quel maledetto aggeggio di vent’anni prima con lo spauracchio del servizio militare se qualcosa fosse andato storto. Una follia. Credo di aver assunto la mia corporatura asciutta e smilza proprio in quel periodo dal momento che so bene che quando sono impegnato in qualcosa mi dimentico di mangiare. Solitamente al tramonto mi rendevo conto che era passata un’altra giornata e che forse avrei dovuto fare colazione, pranzare o almeno bere un bicchiere d’acqua. Ma spesso nemmeno mi rendevo conto che la giornata era passata, bastava pensare un momento alla caserma di via Mascheroni e mi rimettevo subito al lavoro.

Oggi, mutatis mutandis (metto in corsivo così nessuno pensa ad un refuso), la giornata è stata simile. Nessuna fretta, nessun timore di dover passare per le armi in caso di fallimento, ma medesima immersione in un semplice strumentino web di quelli che so che sono in grado di scrivere, ma che sono troppo pigro per realizzare davvero. Oggi invece l’ho fatto. E sto svenendo dalla fame.

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