Sabato mattina, poco dopo le 8.20 siamo alla base dell’ascesa dei Lions, una delle più classiche passeggiate verso la cima più rappresentativa dell’area di Vancouver.

The Lions

La sua caratteristica forma con due picchi, i leoni appunto, può essere osservata da numerosi punti della costa e dell’area metropolitana e dà il nome al ponte sospeso che porta da Stanley Park alla costa Nord, il Lions Gate, oltrechè alla squadra di football locale. La salita, fatta salva la prima ora durante la quale si raggiunge la base dell’ascesa, è apra e ripida senza soluzione di continuità e fa guadagnare 1280 metri di altezza nel giro di poco più di quattro faticose ore. La maggior parte del cammino si snoda nella foresta che saltuariamente lascia intravedere splendidi paesaggi sulla baia, sulla Sunshine Coast con lo sfondo di Vancouver Island. Solo nell’ultima ora si esce dagli alberi e ci si avventura fino alla cima saltellando su per ripide rocce mentre le ultime nevi finiscono di sciogliersi. La vetta è offre agli stremati alpinisti una vista unica sulle bellezze naturali della costa della British Columbia e brulica, secondo il metro canadese, di gruppi di sportivi ed appassionati di montagna.

Due settimane dopo la Grouse Grind, I Lions sono il degno completamento di una stagione alpinistica mai realmente cominciata per me, ma di cui posso comunque andare fiero. Le cime della British Columbia e la lussureggiante natura mozzafiato che le circonda sono forse tra i fattori che meno avevo considerato quando ho deciso di trasferirmi qui, considerandoli solo graditi bonus, ma ultimamente stanno esercitando su di me un forte fascino e risvegliando un contatto con la natura che è probabilmente sempre restato sopito nella vita da città.

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