Poco più di tre giorni a Milano, la mia città. E sembra di partecipare ad uno di quei tour organizzati che ti fanno vedere tutte le capitali d’Europa in una settimana. Non c’è un secondo libero, tra telefonate, cene, pranzi, rendez-vous, birre e passeggiate. Ma era così che volevo che fosse, sfuttare ogni secondo di permanenza. Fare il pieno d’Italia e di amici per poi tornare nella Beautiful British Columbia col sacco pieno.

Il viaggio è stato estremamente rilassante, come se in qualche modo avesse dovuto prepararmi per i giorni frenetici che mi attendevano. Per uno di quei colpi di fortuna che di solito capitano agli altri sono stato promosso in prima classe sul volo intercontinentale e probabilmente ho dormito meglio che a casa, senza contare la cena luculliana per un aereo di cui mi sono rimpinzato voracemente. Ecco, ho rischiato di perdere la coincidenza a Londra, ma così magari la prossima volta evito di portare con me oggetti che possono attirare l’attenzione degli addetti alla sicurezza. E da li Malpensa è stata raggiunta in uno zic.

Le prime impressioni sono state forti, come atteso. L’Italia non è il Canada e Milano non è Vancouver, ingenuo aspettarsi diversamente. Ho cercato di impormi di non fare lo schizzinoso che storce il naso e penso di esserci riuscito con un discreto successo, anche se sono stato colto di sorpresa da qualche differenza che non ricordavo o a cui non avevo fatto caso. Due su tutte il fumo che da queste parti è ovunque e quasi impossibile da evitare e la quantità inverosimile di automobili che affolla strade e marciapiedi.

Nonostante tutto è bello essere a casa e rivedere le persone e i luoghi che avevo congelato un anno fa.

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