E’ sulla bocca di tutti così tanto che ormai non si distingue più se sia reale o l’ennesimo scoop dei nostri giornalisti senza idee che riportano le notizie così come arrivano sulla scrivania. La crisi. Se ad agosto nessuno rideva, oggi a piangere sembra fin di essere ottimisti visto che gli esperti annunciano cupi che il peggio deve ancora arrivare. Tracollo delle banche, di conseguenza crisi delle imprese, tagli ai posti di lavoro, meno acquisti, famiglie in difficoltà, corsa ai beni sicuri, riduzione delle spese ed il circolo ricomincia. Quello che era il circolo “virtuoso” di spendere i soldi che non esistevano è diventato oggi il circolo vizioso della realtà da cui per svegliarsi ci vorrà ben altro che un discorso di Bush ed un piano di salvataggio. Il mondo del capitalismo occidentale basato sul consumismo e l’ingordigia potrebbe essere giunto ad una brusca svolta se non ad un definitivo capolinea.

Ma forse non tutto il male viene per nuocere, per fare la frittata bisogna rompere le uova e tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino. In fondo non è detto che un radicale cambiamento implichi per forza un peggioramento, o almeno non da tutti i punti di vista. Ogni rivoluzione è un’occasione per ricominciare da capo e non ripetere gli stessi errori commessi in passato. Diritti umani, ecologia, giustizia sono solo alcuni dei valori che sono stati spesso sacrificati sull’altare del dio denaro dall’avida furia dei mercati globalizzati. E se il crollo dell’economia è un’occasione per fare un passo indietro e, volenti o nolenti, riprendere in considerazione la situazione attuale, allora ben venga la crisi!

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