Mi è stato fatto notare che non sono ambizioso. E probabilmente in generale non è del tutto falso. L’ambizione è correntemente messa in relazione a successi ben misurabili in campi noti a tutti, quali l’istruzione o il lavoro. L’ambizioso è colui che è in grado di raggiungere importanti traguardi e si impegna al massimo per ottenere soddisfazioni individuali e riconoscimenti pubblici. Spesso è anche colui che dell’affermazione nei suddetti campi fa fatica a fare a meno e lega strettamente la propria autostima ad essi ed alle posizioni che raggiunge nella società. Sono quelli che all’università rifiutano i ventisette, che mettono il broncio se non ottengono il massimo, che lavorano quindici ore al giorno per dimostrare le proprie capacità. Non sono mai contenti se non hanno la palma della vittoria.

Ed effettivamente, secondo questa definizione, sono ben lontano da essere una persona ambiziosa. A scuola e all’università non mi sono certo distinto, ma piuttosto ho studiato solo quel che mi interessava trascurando completamente il resto, con un ovvio impatto sulle valutazioni. Sebbene faccia di tutto per renderlo interessante e piacevole, vedo il lavoro come un semplice metodo per ottenere le risorse di cui necessito per realizzare i miei progetti, non come il campo di gioco per una gara a chi piscia più lontano e tanto meno come un pozzo senza fondo in cui gettare via tutta la mia vita. Non amo le grosse responsabilità, dedicare il mio tempo personale all’ufficio ed essere costretto a considerare il denaro un importante parametro per mie scelte.

Ma a mio modo ho anche qualche ambizione. La prima di tutte quella di vivere una vita felice, coltivando i miei interessi personali e continuando il più possibile ad esplorare il mondo e conoscere nuove persone.

Annunci