E’ mancato ieri all’età di 66 anni, decisamente troppo presto per questi tempi. Probabilmente non è uno di quegli autori che passerà alla storia e di certo non sarà letto ancora tra cento anni come i grandi classici, ma nonostante non si sia guadagnato un posto nell’olimpo dei letterati ho sempre apprezzato i suoi romanzi ed in un paio di casi anche i film che ne sono stati tratti. Andromeda, pubblicato nel 1969 e regalatomi a Natale durante l’adolescenza, è uno dei primi libri che ho letteralmente divorato, preso sia dal ritmo incalzante sia dall’ambientazione realisticamente scientifica. E poi Jurassic Park ed Il mondo Perduto, Sfera e Timeline, solo per citarne alcuni prima dell’ultimo che ho finito proprio lunedì sera in aeroporto, Next. Forse non capolavori ma libri di consumo con una certa dignità, senza velleità artistiche ma molto attuali e con quel tono scientifico divulgativo che tanto apprezzo.

E oggi quando ho letto la notizia non ho potuto fare a meno di restarci male, stupito che anche gli scrittori prima o poi scompaiano. Capita nella vita di affezionarsi a persone senza averle mai conosciute, senza sapere nulla di loro, solo per una sottile connessione che ci unisce. Solo leggere il loro nome su un libro a cui si è per tanti motivi affezionati, o in fondo ad un articolo con cui ci si trova particolarmente d’accordo, o semplicemente sulla maglia di una squadra di calcio o su un casco che batte tutti i record di velocità. Quelle persone non ci hanno mai visto e nemmeno sanno che esistiamo, ma per noi loro sono una presenza, qualcuno che significa o ha significato qualcosa e di cui possiamo anche sentire la mancanza. E’ un fenomeno interessante.

Ciao Michael, grazie di tutto!

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