In materia di sogni sballati questo li batte tutti, a mani basse. E lo devo scrivere subito, anche se adesso sono al lavoro perchè proprio non posso rischiare di dimenticarlo.

Sono a casa, ma è una casa che non ho mai visto e in cui non ho mai vissuto. Ma è decisamente casa. Sembra un po’ una villa arrampicata su colline in riva al mare, potrebbe essere in Liguria. Qualcuno mi fa vedere dei ciuffi appena nati di erba cipollina, o qualche pianta simile ed io decido subito di volerla coltivare anch’io. Mi faccio dare un germoglio e studio dove piantarlo. E qui viene il bello. Su un tavolo, all’interno di un cubo di plexiglass c’è il mio cervello. Ed io so che è li davanti a me, ma contemporaneamente è anche nel mio cranio completamente funzionante, quindi se ci dessi una martellata sopra sarei morto. La materia cerebrale è però contenuta all’interno di una sorta di sottile guscio trasparente ed è circondata da un liquido gelatinoso che comunque permette di vedere il cervello.

Apro il cubo di plexiglass da un lato, rompo il fragile guscio trasparente e mi pianto l’erba cipollina nella materia cerebrale, facendo attenzione a non spingere troppo per non danneggiarla. E già che ci sono immergo nel liquido gelatinoso un pezzo di plastica appoggiandolo all’apertura che ho creato nel guscio. Ma non è finita. Sotto al cubo di plexiglass c’è un altro cervello, di dimensioni leggermente maggiori, solamente un po’ più scuro e costellato di prese, tipo quelle jack delle cuffie, ma un po’ più grosse. Nella mia mente so che quel secondo cervello serve per tenere tutte le informazioni che normalmente non vengono utilizzate dal cervello normale e che dunque possono essere riposte in un magazzino esterno per possibile uso futuro. Lo guardo con curiosità facendo queste considerazioni e poi mi allontano per andare a prendere una pizza con gli amici.

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