Il mio sito preferito, quello che mi tiene aggiornato su tutti i fatti rilevanti e non che accadono intorno al globo, ha la mania di riportare continuamente classifiche. I migliori dieci gusti del gelato, le cinque peggiori tipologie di colleghi, venti ragioni perchè le Volvo sono meglio delle Toyota, e così di seguito. E’ un bel format, non c’è che dire, le graduatorie sono rapide da leggere e spesso divertenti, ma non portano via tutto il tempo di un articolo intero, e poi volendo si possono saltare le spiegazioni e leggere solo le posizioni. Con oggi faccio un tentativo anch’io in questa graditissima forma. A voi i cinque lavori peggiori sulla piazza.

Il commesso sorridente che dà il benvenuto ai clienti all’entrata dei grandi magazzini. Ma che vita è? Sempre gioioso a salutare gente che nemmeno lo guarda e fa finta che non esista. Più deprimente di un pagliaccio triste. Non per farlo licenziare, ma c’è qualcuno che controlla il ROI di questa posizione professionale?

Tutte le guardie che allo stadio siedono spalle al campo a controllare che nessuno dagli spalti faccia sciocchezze. Ostentano una gran sicurezza, come se a loro della partita non interessasse punto, ma ne ho sorpresi almeno due a girarsi furtivamente a vedere un’azione. Non posso immaginare la frustrazione di andare allo stadio gratis e di essere costretti a guardare dalla parte opposta.

La cassiera che man mano che passa la spesa sul lettore ottico la deve mettere nei sacchetti, cercando di tenere il più possibile tutto in ordine, senza schiacciare le uova e senza riempire troppo i sacchi. Ogni tanto quando arrivo con il cestino pieno zeppo di ogni genere di articoli credo di intravedere uno sguardo di sconsolazione. Peccato che non si possa lasciare mance alla cassa, se no se la meriterebbero davvero.

Quelli che puliscono i vetri dall’esterno dei palazzi appesi a quei trabiccoli che oscillano in continuazione. C’è bisogno di argomentare? A parte l’essere costantemente esposto alle intemperie e la costante esposizione ad un vuoto che può arrivare a diverse decine di metri di profondità, non è da sottovalutare il discreto imbarazzo di quando si compare all’improvviso alla finestra di sconosciuti e chissà in che attività li si sorprende.

Un classico di tutti tempi, l’estetista. Non credo che nessuno su questa terra possa provare piacere a levare il nero da sotto le unghie, depilare le parti più impensabili del corpo, abradere le cellule morte ed aspirare comedoni dalla faccia di dozzine di persone ogni giorno. Il tutto scambiandoci pure due chiacchere e facendo finta di stare passando una piacevolissima mattinata.

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