Ancora Microsoft nel titolo, per il secondo giorno consecutivo. Questo blog comincia ad essere pesante e ripetitivo. Ma questo è uno di quei titoli che farà balzare il sito in testa alle classifiche di Google per poi condurre ignari visitatori a leggere pagine assolutamente non attinenti alle loro ricerche. Penseranno di leggere esclusive informazioni e suggerimenti vincenti sui famigerati esami di certificazione dei software Microsoft e invece si troveranno su queste pagine a sprecare tempo prezioso per la loro preparazione. Il mio lato perverso gongola.

Parte del mio lavoro, incredibile a scriversi, è aggiornamento e formazione. Mi vengono dati il tempo ed i mezzi per studiare ed ottenere certificazioni riconosciute dal mercato. Non male. Anche tenuto conto che ho sempre detto a tutti che imparare è l’attività che più mi appassiona. Già, ma fare esami mi appassiona molto meno e sorprendentemente i due sembrano andare a braccetto molto spesso. Fatto sta che prima della fine dell’anno devo superare un esame, in caso contrario il mio ricco bonus del 2008 sarà ridotto ad una misera elemosina. E mi sono cacciato in questo guaio da solo perchè sono stato io a proporre che l’azienda mi pagasse la certificazione, io ad insistere che ne avevo bisogno, io a farmi bello con i colleghi per il risultato ottenuto. Ora sono in trappola. Se passo l’esame si festeggia con il bonus, se non lo passo devo pagarlo di tasca mia e non ricevo neanche il bonus. A volte credo di avere una affinità per i guai autoinflitti

Leggendo il manuale, un volumetto tutto figure e note che ai tempi dell’università avrei sfogliato la sera prima dell’esame, capisco tutto, anche perchè la maggior parte sono concetti che già conosco ed utilizzo da tempo. Ma appena mi esercito sui test tutto si fa confuso, non mi ricordo niente e mi appoggio al buon senso come ho sempre fatto in mancanza di risorse più specifiche. Due settimane fa ho cominciato la seconda lettura del manuale con la lacrimuccia di chi all’università raramente ha letto i libri di testo più di una volta. La tragedia è che ogni pagina sembra nuova, mai vista, una sorpresa ad ogni paragrafo. Non ho memoria. Per fortuna mi resta un po’ di intuito e creatività, speriamo che bastino.

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