Abituarmi ad un nuovo paio di scarpe è sempre stato qualcosa che ho odiato dal profondo: per quanto siano confortevoli ed ergonomiche le prime volte sono sempre una sofferenza e si torna a casa con i piedi disastrati. Ma in certi frangenti è impossibile sottrarsi a questo patimento. Quasi due anni fa mi ero scontrato con l’annoso problema dell’acquisto di un paio di scarpe formali che rispettassero i miei semplici requisiti, non avere la punta e non costare un patrimonio. Sembrava una commissione facile, ma ricordo che si era rivelata un’impresa più ardua del previsto. Al punto che devo anche averne scritto su questo blog. Ne era uscito vincitore un paio di calzature di pelle nera prese da Bata per un’accettabile cifra intorno ai 100 euro, con un filo più di punta dell’accettabile ma decisamente eleganti e lontane dallo stereotipo del venditore d’auto che era essenzialmente il modello che volevo evitare. A causa della mia avversità verso le nuove calzature però erano sempre rimaste in una scatola in attesa che qualche evento mi costringesse al cambio. Questo si è verificato quando per venire in Canada ho ovviamente scelto di portare le scarpe nuove. E ieri sera le ho indossate per la prima volta.

La circostanza è stata la festa annuale organizzata dall’azienda in prossimità della fine dell’anno, ormai una delle pochissime opportunità per portare in tintoria il vestito buono, spolverare gli orologi e vestirsi decentemente. Ero un po’ teso perchè se le calzature si fossero rivelate scomode sarei stato costretto a soffrire tutta la sera in silenzio, anzi anche ostentando sorrisi e gioia. Ma non è stato così: non solo mi hanno rivestito i piedi alla perfezione, senza rimanere nè troppo strette nè lasche, ma devo ammettere che sono anche un bel paio di scarpe che fanno la loro gran figura. Essendo poi italiane, con tanto di marchio Made in Italy e Vera Pelle, hanno schiacciato a mani basse quelle dei colleghi. La classe non è acqua e lo stile non si compra certo da Sears.

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