Sono sicuro che tutti almeno una volta hanno sentito le mani prudere quando han visto il prossimo compiere una di quelle azioni senza senso, ingiustificabili se non con una dose da cavallo di ansia e stress. Uno di quei gesti che ti fa chiedere perchè mille volte senza riuscire a dare una spiegazione logica. Seguono alcuni esempi per precisare per bene il concetto.

Quelli che in autobus prenotano la fermata facendo scattare il ‘ding’ non appena l’autista mette il piede sull’acceleratore per allontanarsi dalla fermata precedente. Ma santo cielo, è ansia di non riuscire a scendere o c’è un premio per chi suona per primo e nessuno me l’hai mai detto? Mi posso aspettare la prima scusa da persone relativamente anziane che comunque, visto come si intrufolano nelle code e se la spassano con le carte d’argento, non credo abbiano alcun problema a chiedere agli autisti anche di modificare il percorso per accomodare i propri bisogni; ma i giovanotti della mia età che aspettano di sentire l’inerzia che spinge sulla schiena per tirare subito la cordicella sono al limite della schizofrenia.

Quelli che quando devono chiamare l’ascensore schiacciano con l’aria dell’esperto sia il bottone per scendere che quello per salire. La speranza inespressa e assolutamente infondata è ovviamente che l’ascensore arrivi prima, cosa che in una trascurabile percentuale dei casi si avvera: peccato che anche in quella deviazione statistica se l’ascensore sta andando giù continuerà ad andare giù anche se i furboni devono andare su. Ma loro sono più felici a scendere tre piani per poi essere sicuri di essere i primi a tornare su piuttosto che attendere al piano come tutti gli altri. E’ il fascino di salire per primi. E di prenotare l’ascensore per andare su anche dall’ultimo piano.

I temerari che decidono di attraversare la strada nell’ultimo microsecondo del giallo, si trovano neanche a metà strada quando le auto stanno partendo e abbozzano una sorta di saltello assolutamente inutile che trasmette agli autisti quel sapore di “so benissimo di aver fatto un’idiozia, ma non demordo nella mia testardaggine e, pur non cambiando il mio passo, ti dò questo contentino in modo che tu non possa nemmeno immaginarti di suonare come avresti pieno diritto di fare”. Alcuni di questi impavidi fissano anche con aria sorpresa le auto con l’innocenza di chi ha fatto tutto il possibile per collaborare e si trova in una circostanza difficile per cause del tutto indipendenti dalle proprie scelte, per poi raggiungere la salvezza sul marciapiede opposto ed allontanarsi scuotendo la testa davanti all’impareggiabile arroganza degli automobilisti.

Sono pronto a scommettere che tutti i lettori hanno almeno un altro gesto da aggiungere..

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