“La Chiesa non solo riconosce e rispetta la distinzione tra Dio e Cesare ma la considera come un grande progresso dell’umanità. E’ questo il messaggio che papa Benedetto XVI ha voluto trasmettere nella sua visita di stamane all’ambasciata d’Italia presso la Santa Sede.” Belle parole, peccato che non siano poi messe in pratica con la stessa convinzione con cui vengono pronunciate e che di fatto, in Italia e altrove, le forze religiose diventino automaticamente masse di fedeli pronte a diventare serbatoi di voti per chi è così spregiudicato da aggiudicarseli.

La religione, in qualsiasi declinazione si voglia prendere in considerazione il termine, è un’esperienza strettamente personale ed unica in quanto richiede all’individuo di credere, dare fiducia ed assimilare un insieme di concetti non dimostrabili tramite un metodo scientifico. E, nonostante tutti i tentativi di proselitismo ed indottrinamento che sono in atto da parte della maggior parte delle religioni organizzate diffuse sul pianeta, una vera e sincera adesione ad un credo possono derivare esclusivamente da un percorso interiore personale che, in quanto tale, è impossibile da riprodurre o sovrapporre a quello di altri. Da questo discende direttamente la necessità del rispetto delle fedi altrui e di mettere in condizione chiunque di praticare il modello etico/religioso più congeniale a sè, indipendentemente dal fatto che esista o meno una rappresentanza ufficiale sotto forma di istituzione che ne regola i riti e le attività sociali.

Ne consegue che il vero uomo religioso, sebbene tentato di vedere altri prendere parte alla propria fede, non può consentire allo stato di limitare l’azione di altri cittadini sulla base di puri principi religiosi, per quanto simili ai propri essi siano. In caso contrario si avrebbe a che fare con la creazione di gruppi di potere che hanno più attinenza con l’etimologia del termine religione (dal latino religare: legare, vincolare) piuttosto che con il suo vero significato. Al contrario si assicura che a ciascun cittadino sia garantita la più assoluta libertà di abbracciare o meno un credo e condurre la propria vita secondo lo stile etico prescelto e che lo stato non faccia distinzioni nel trattamento dei propri cittadini sulla base della loro condotta personale e delle loro credenze, ma ne preservi ugualmente l’integrità e la sicurezza.

Annunci