Una scienza in grado di prevedere le evoluzioni sociali, politiche e culturali del genere umano con la stessa precisione con cui le leggi della fisica descrivono i fenomeni della meccanica. L’umanità non è altro che un insieme di individui tutti diversi tra loro ma che condividono necessità, scopi, modi di operare. Se si riesce a comprendere le modalità con cui mediamente l’essere umano agisce e gli stimoli che ne determinano le scelte è possibile, conoscendo il punto di partenza e il valore delle variabili in gioco, determinare con esattezza quanto accadrà nel futuro all’umanità intera, indipendentemente dall’agire delle singole parti. E’ come prendere in considerazione la moltitudine di molecole che costituiscono il reticolo cristallino di un corpo e, indipendentemente dalle condizioni delle singole particelle, essere in grado di prevedere che sarà soggetto al campo di gravitazione terrestre e se lasciato liberò cadrà a terra.

Non è difficile comprendere i vantaggi che potrebbe portare la conoscenza di tali informazioni sull’evoluzione del pianeta dal punto di vista sociale, economico e politico. Sarebbe possibile prevederne le crisi, provvedere in anticipo a gestirle correttamente e salvaguardare tutto il patrimonio di storia, cultura e conoscenza che si è accumulato nel corso di queste migliaia di anni di storia, senza che nulla sia perso e favorendo un continuo sviluppo. Con la mia naturale inclinazione alla modellizzazione matematica di qualsiasi evento e fenomeno, pur con i miseri strumenti di cui mi posso servire, non mi è stato difficile affezionarmi rapidamente a questo concetto e immaginarne mille risvolti, anche se personalmente la semplice conoscenza appagherebbe già a pieno la mia curiosità.

La psicostoria ha un unico difetto: fino ad ora, seppur alcuni studiosi della politica vi si siano avvicinati con le loro teorie, è solamente un affascinante elemento fittizio dei romanzi frutto dell’immaginazione del geniale Isaac Asimov.

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