L’A.I.R.E. è da quasi vent’anni l’anagrafe degli italiani residenti all’estero. Ogni comune italiano è responsabile del mantenimento della parte di questo registro che riguarda i propri cittadini e che consente loro di espletare diverse funzioni civiche mentre residenti all’estero. Iscriversi all’A.I.R.E. è come dichiarare allo stato italiano di risiedere in un paese estero e di procedere a tutte le operazioni necessarie a fornire i consueti servizi civici nella città prescelta, solitamente attraverso il consolato italiano locale. Il vantaggio più ovvio dell’iscrizione è la facoltà di votare in occasione delle elezioni politiche, seppur la circoscrizione non sia più quella del comune originario di residenza ma quella degli italiani residenti all’estero.

Tutto questo per arrivare a dire che, appena un mese dopo la richiesta che ho avanzato al consolato italiano a Vancouver, mi è oggi giunta su un foglio di carta di stampante a getto d’inchiostro che nemmeno credevo più esistessero la conferma dell’iscrizione del mio nome al suddetto registro, con tanto di firma autografa dell’ufficiale Quaresimin Meri -premi per chi è in grado confermare quale sia il nome e quale il cognome o il sesso dell’individuo. Dopo più di un anno che vivo stabilmente qui in British Columbia è sembrata ora di ufficializzare, almeno per lo stato italiano, in attesa che l’immigrazione canadese decida di accogliermi tra i suoi residenti.

Non penso che in virtù di questo da domani la mia vita sarà diversa, ma l’intera operazione aveva lo scopo di mettermi in condizione di poter votare nel caso ci fosse occasione, spero solo che lo stato non me ne faccia pentire utilizzando il mezzo per estorcermi denaro in qualche modo che ancora ignoro.

Annunci