Lo scopo ultimo di un hotel risulta ovvio a tutti, dare alloggio e rifocillare chi si trova a soggiornare in una località diversa da casa per un periodo prolungato. A prima vista non sembra complesso soddisfare le necessità alimentari e offrire un letto al coperto ai viaggiatori, ma la realtà dimostra che deve essere più difficile del previsto se ovunque si vada l’esperienza non è mai paragonabile a quella di casa. Addirittura ultimamente ho il sospetto che più l’hotel è di alta categoria più c’è pericolo che la permanenza si rivelerà meno agiata del previsto.

Il sistema delle stelle che viene utilizzato per classificare la qualità delle camere e del servizio prende in considerazione una lunga serie di apparecchi e comodità che dovrebbero rendere il soggiorno dell’ospite più piacevole, ma nella maggior parte dei casi non è in grado di dare un giudizio su quanto effettivamente sia confortevole un hotel. Ne possono succedere di tutte, indipendentemente da quanto salato sarà il conto il giorno della partenza e alla fine trascinando il trolley fuori dalla lobby si tira sempre un respiro di sollievo.

Le carte magnetiche che vengono ormai usate ovunque per aprire le porte delle camere si smagnetizzano con una facilità spaventosa costringendo a fare avanti e indietro dalla concierge per averne una nuova. Quando si entra in camera per la prima volta la temperatura non è mai adatta alla vita umana, o c’è un freddo polare o un clima equatoriale, spesso anche smanettando disperatamente con il termostato la situazione non migliora di molto. In tutti i casi c’è qualche rumore fastidioso, che siano ventole, vicini fracassoni, lavori in corso nella via sottostante, orologi a cucù o chissà che altro. La doccia poi è sempre progettata in modo tale che non sia possibile capire in che modo fare venire l’acqua calda se non dopo lunghe investigazioni. Ci sono decine di asciugamani di ogni taglia e tessuto ma nessuno ha mai pensato di mettere accappatoi. Spesso la corrente e le luci non si attivano prima che la carta magnetica venga inserita nell’apposito lettore che ovviamente è ben nascosto e invisibile al buio. Parlare di materassi e cuscini spalancherebbe una giara di Pandora, basti dire che non c’è modo di addormentarsi senza risvegliarsi il giorno dopo con il mal di schiena.

In compenso però ci sono la televisione al plasma con centinaia di canali che non viene mai accesa, il frigo bar pieno di ogni prelibatezza ma dai prezzi fuori dal mercato, la scrivania con la carta da lettere intestata mai toccata da nessuno, una miriade di saponi, shampi, lozioni che solo per capire a cosa servono ci si perde una giornata, e la Bibbia rigorosamente nell’edizione di una setta a piacere. E’ chiedere troppo avere un letto con comodino in una stanza a temperatura ambiente?

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