Infine ce l’ha fatta, una consumata strategia vincente ha portato i frutti che tutti pronosticavano da tempo. Con un colpo di reni ha sorpreso gli avversari e lanciato il cuore oltre il fotofinish, entra dunque nell’almanacco della prestigiosa competizione. Era qualche settimana che insidiava il mio personale podio dei piaceri della vita ed infine si è aggiudicato la terza posizione proprio quando sembrava sul punto di cedere alla fatica dello sforzo. Il ridere. La graduatoria aggiornata in data odierna vede incontrastato, in un primo posto che ormai occupa da anni, il sonno. A debita distanza, pur avendo assaporato il gusto dell’aggancio più di una volta, segue altrettanto saldamente in seconda posizione il cibo, reduce da un paio di stagioni non proprio brillanti. E da oggi sul terzo scranno del podio, in vertiginosa ascesa dalle precedenti registrazioni, dopo aver bruciato con spregiudicatezza agguerriti concorrenti come il fare la cacca e la lettura, signore e signori, il riso!

Ci sono molti fattori dietro un così grande traguardo raggiunto dal riso. Un elemento di vantaggio è stato sicuramente il forte sostegno della comunità orientale così forte a Vancouver. Tutti sanno che il riso abbonda sulla bocca dei cinesi ed era solo questione di tempo prima che la moda si diffondesse a macchia di leopardo. E’ inoltre risaputo che il riso è un piacere che si evidenzia sulla distanza, è difficile ridere bene sulle prime, ma più si attende e più il riso ha possibilità di farsi notare in tutto il suo splendore. Ridere di gusto con naturalezza non è facile e non è frequente, ma ultimamente sono talmente rilassato e senza pensieri che mi succede più spesso di quanto non potessi sperare. Da qui il bronzo. Non sarà Phelps ma quanti di voi hanno un bronzo?

Prima di andare a scarpigianare di la, mi addolcisco con un’altra di quelle frasi che mi cambiano l’umore della giornata: Patty Pravo, amicizia lunga. Ahah!

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