Spesso si cerca di riempirsi la bocca di definizioni altisonanti che riassumano il carattere di un epoca in poche parole ad effetto. Una sorta di idiosincrasia del cervello dell’uomo che ha l’arroganza di semplificare tutto per poter poi gestire ciascun concetto separatamente e senza troppo dispendio di energie. Non mi voglio sottrarre alle logiche con cui la materia grigia che uso ogni giorno è stata progettata e cado anch’io nel vizio di etichettare e chiudere in un cassettino qualcosa che è difficile da comprendere.

Questa è nella mia visione l’era dell’ostinazione, trionfo di chi è incapace di vedere una via nuova e resta a tutti i costi su quella vecchia a costo di perdersi pur di non tornare indietro. Ho selezionato tre esempi a mio avviso emblematici dei tempi che corrono.

In questi giorni i tre svedesi che gestiscono The Pirate Bay sono sotto processo accusati dalle major audio/video di favorire la copia illegale di contenuti coperti da diritto d’autore. Il sito The Pirate Bay non mette a disposizione i contenuti stessi ma file (.torrent) tramite i quali è possibile scaricare i file da tutti gli utenti che ne sono già in possesso, da qui la controversia legale. Durante la stessa settimana l’onorevole Gabriella Carlucci (mi fa quasi sorridere scriverlo) ha proposto un disegno di legge per impedire la pubblicazione di tutti i contenuti anonimi sulla rete, allo scopo di poter perseguire i reati tipici dei mezzi della stampa tradizionale. In entrambi i casi si tenta in ogni modo, senza peraltro alcuna realistica speranza di successo, di difendere i vecchi costumi tramite i vecchi metodi anzichè procedere ad una analisi della realtà e ripensare da capo alle modalità di diffusione di contenuti alla luce della presenza di una rete che non è facile porre sotto controllo.

Il caso Eluana. Sarò breve perchè ogni italiano che legga i giornali è ormai straziato dal disgusto. La medicina di oggi non è quella di cento anni fa, sembra banale, ma è bene ricordarlo. Cento anni fa o il paziente veniva salvato o moriva. Oggi può rimanere in un limbo tra i due. Lo stesso limbo etico e morale in cui si trova la nostra società messa di fronte ad uno dei numerosissimi drammi analoghi che si consumano in ogni ospedale ogni giorno. Alla luce di questo, definiamo una volta per tutte fino a dove è doveroso spingersi con le cure e quando si può considerare il paziente deceduto a tutti gli effetti, nonostante quello che dicono i battiti cardiaci o l’attività cerebrale.

Ancora questa settimana General Motors ha chiesto al governo statunitense aiuti per più di venti miliardi di dollari. Ma perchè si dovrebbe scialacquare il denaro dei contribuenti per prolungare l’agonia di una azienda che appartiene ad un settore che, per come è attualmente, non ha alcun futuro? Perchè tenere in piedi un costosissimo vecchio carrozzone che in ogni caso è destinato a crollare in pezzi anzichè investire nelle aziende e nelle tecnologie che costruiranno il mondo di domani? C’è la recessione, tutto è permesso in nome della crisi, caviamoci qualche dente in vista del futuro, nel peggiore dei casi la situazione non può poi aggravarsi più di tanto.

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