Un segno dell’età da non sottovalutare è quando non si riesce più a trattare gli eventi di attualità, gli usi e costumi correnti e le nuove dinamiche sociali senza trattenersi dallo sputare immediatamente un giudizio squalificante, inneggiando al ieri come modello di virtù. Scrivo questo perfettamente consapevole che alla mia verde età sono già stato protagonista di diversi episodi simili. Un po’ come lo scorbutico signor Alceste delle storie di Richard Scarry. Perchè è ovvio che si invecchi progressivamente a partire dalla nascita in poi. Un neonato per esempio, nonostante la fresca apparenza, è già anziano, seppur in minima parte. Ma tornando a noi, più si avanza nell’età meno si riesce a leggere e comprendere il mondo, la vita e le abitudini dei più giovani ed il fenomeno è tanto più marcato quanto più è ampia la differenza d’età. Già adesso fatico a comprendere le dinamiche delle elementari del giorno d’oggi, troppo diverse da quelle degli anni ottanta e ovviamente degenerate nell’immoralità e nel malcostume.

Un altro ottimo esempio di questo processo di degradazione del giudizio è il grande Alberoni che, mi perdonino i fan dell’ormai quasi ottantenne sociologo e giornalista, nonostante gli sforzi, comincia a faticare parecchio a districare la matassa delle meccaniche della vita moderna nel terzo millennio. Una volta usciti dalla sua macchina da scrivere quegli articoli del lunedì sul Corriere hanno un retrogusto di vecchietto seduto al bar di provincia che inveisce sulle nuove generazioni e sul detrimento dei costumi nel continuo ricordo dell’età dell’oro che corrisponde alla propria giovinezza. Cosa che, per carità, è assolutamente naturale e fisiologica, certo però che uno non se l’aspetterebbe da chi ha trascorso la vita a studiare i comportamenti delle persone e pubblica articoli da vent’anni sul maggiore quotidiano nazionale. Mi ha fatto sorridere il pezzo che mi è stato segnalato qualche giorno fa che suggerisce nel titolo una “moratoria per i giovani” affinchè abbandonino YouTube e le chat. Per cosa poi, per tornare a Canale 5 e i bigliettini? Il resto è un turbine di irripetibili luoghi comuni indegni di tanta personalità.

Mi piacerebbe davvero vedere gli adolescenti seguire per una volta i consigli e tornare a giocare alla lippa in cortile, andare a nanna dopo il carosello e comunicare tra di loro attraverso lunghe lettere sigillate in ceralacca. Gli stessi bisbetici insorgerebbero denunciando la staticità e la mancanza di rinnovamento della gioventù d’oggi. Ah, i tempi che furono..

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