Tanto tempo fa mi piaceva riscoprire le parole retrò. Quei termini pur corretti in italiano ma che hanno quel retrogusto di antico, un modo di dire abbandonato, o il vocabolo più appropriato per descrivere qualcosa che appartiene al tempo che fu. Una semplcie frase di esempio per chiarire quel che intendo: “quei monelli non la smettono di fare marachelle, che gazzarra!”. Oggi però mi fa piacere ricordare solo i cibi retrò, chè se non dovessi restringere l’area semantica scriverei per ore.

La gassosa, o gazzosa. Da non confondersi con il gruppo pop italiano della fine anni novanta. E’ una bibita, molto simile alla Sprite. Anzi è la Sprite, con la differenza che viene distribuita in bottiglie di vetro trasparente, spesso liso e consumato, ed è molto più frizzante della Sprite. Faceva la gioia dei bambini di un tempo e teneva banco alle feste di compleanno insieme all’aranciata amara e al chinotto. Mescolata con birra chiara dà vita alla panachè, di dubbio gusto ma sfoggiata da tutti quando sapere due parole di francese faceva ancora la differenza.

Il semolino. Farina di grano tenero utilizzata per preparare il piatto omonimo, una minestra cremosa di colore giallo chiaro che viene solitamente data in pasto ai bambini piccoli o alle persone malate. Se vi offrono semolino cominciate ad insospettirvi. Sebbene sia già ottimo senza condimento, è possibile aggiungere anche un filo d’olio o del formaggio per renderlo ancora più appetitoso. Secondo molti è la minestra che viene consumata in Matrix sulla nave di Morpheus. E’ dovere poi ricordare che il semolino è alla base dei deliziosi gnocchi alla romana, consistenti nella suddetta minestra fatta solidificare, tagliata a spicchi e poi gratinata al forno. Nessuno però lo ammetterà mai.

Coste e bietole. Si tratta di una varietà di barbabietola che per qualche motivo misterioso viene accettata come commestibile. In particolare le coste sono i chiari gambi nodosi della pianta, mentre le bietole le foglie di un colore verde scuro. Nel caso si sia costretti a cibarsene, è bene bollire a lungo entrambe in modo che perdano il gusto e si ammorbidiscano. Non sono nemmeno sicuro che le vendano più, sono state soppiantate da verdure ben più fighette, come i pomodori ciliegini e le carote baby.

Castagnaccio. Dolce tipico del nordovest della penisola che si prepara utilizzando la farina di castagna. Altri ingredienti sono olio, acqua, pinoli e uvette a seconda del gusto. Ne risulta una sorta di torta densa e morbida, piuttosto unta e pesante ma dal sapore decisamente unico. Classico dolce consegnato dalla mamma da portare alla suddetta festa di compleanno e da inumidire assolutamente con la gassosa. Tra l’altro un ottimo modo di levarsi di bocca l’amaro delle coste.

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