A grande richiesta, una seconda puntata sul cibo retrò. In realtà non c’è modo di coprire tutte le splendide pietanze e soprattutto gli snack che hanno affollato la vita dei bambini negli anni ottanta. La stragrande maggior parte degli snack si sono rivelati cancerogeni negli anni successivi, ma niente li può sostituire nella memoria del tempo che fu. Proprio secondo il pensiero di Alberoni, l’età dell’oro è la nostra giovinezza e nessuno ce la può negare.

Il Galak. Tavolette di delizioso cioccolato bianco promosse da un delfino sorprendentemente intelligente, al punto di portare l’ottimo snack al padroncino e sorridere come solo i delfini sanno fare, tirando i bordi di quel becco che si ritrovano. Decisamente delle ottime memorie perchè, se il cioccolato bianco mi piaceva fino ad un certo punto, l’idea che un animale figo come il delfino potesse avere qualcosa a che fare con la mia merenda era il punto clou della giornata. Certo, solo quelle poche volte che ero in possesso di una delle splendide tavolette ricoperte di carta gialla con la scritta Galak in blu.

Le Big Babol. Pedestre adattamento di termini inglesi dall’ovvio significato, ben rispecchiato nei fatti. Probabilmente le gomme da masticare più grosse che siano mai state messe in commercio, non vedo improbabile anche una collaborazione con Michelin per dare quella consistenza così affidabile su ogni asfalto. Di fatto uno solo di questi cubetti rosa era in grado davvero di dare vita a enormi palloni se soffiato con la giusta abilità, peccato che in una buona parte dei casi l’epilogo fosse l’esplosione dello stesso e lo spargimento di una materia appiccicosa e puzzolente sulla faccia del malcapitato. Da ricordare anche la gravità del pestare una Big Babol masticata e gettata per terra.

Frizzy Pazzy. Indimenticabili. Distribuite in un sacchettino multicolore, mentine dai sapori indecifrabili ma decisamente chimiche a livelli al di sopra di qualsiasi norma sanitaria. La caratteristica che rendeva queste pillole da eutanasia così interessanti era che una volta in bocca sfrigolavano e producevano schiuma che neanche sotto acido. Dopo questo effetto che durava una manciata di secondi ci si ritrovava in bocca una piccola cicca senza alcun sapore che finiva quasi subito nel cestino. Con la saggezza di oggi, queste Frizzy Pazzy non erano altro che pezzettini di Big Babol ricoperti di Citrosodina aromatizzata.

Il Raider, poi rinominato Twix. Il Twix lo conoscono tutti, quindi non vale la pena spiegare. Quel che non tutti sanno è la leggenda metropolitana che avvolge nella nebbia dei sussurri il cambio di nome. La storia racconta che nel Raider fosse stata trovata della droga. E la droga era il terrore di ogni mamma negli anni ottanta dell’esplosione dell’eroina. E’ così ovvio che fosse una panzana che non sto nemmeno a discuterne, ma tanto si era fatto che da Raider il nome si era tramutato in Twix, come se le persone fossero così sciocche da non riconoscere due bastoncini di biscotto ricoperti di caramello e cioccolato con un altro nome.

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