Avere successo nel proprio lavoro è importante per se stessi e conferisce autorevolezza con gli altri. Poter contare sul rispetto professionale dei propri colleghi ed essere consapevoli di costituire un elemento di spicco nell’ufficio non solo rinvigorisce la propria autostima, ma anche spiana la via per una rapida progressione nella gerarchia aziendale. D’altra parte non tirarsi il collo da mane a sera per arricchire qualcun altro rilassa il fisico e predispone la mente per ben più accattivanti attività. Inoltre eccellere ha il fastidioso vizio di non bastare mai. Ai brillanti viene chiesto continuamente di migliorare le proprie prestazioni, assumere ulteriori responsabilità, concedere parti sempre più consistenti della propria saggezza, in una parola, lavorare di più. Sempre di più. Raramente invece accade che chi svolge bene i propri compiti, ma senza esagerare, venga tirato in ballo a destra e a sinistra, riceva telefonate da colleghi chissà dove a metà mattina e si veda riempire la casella della posta di messaggi che chiedono consigli e informazioni. Fa il suo lavoro, in pace. Non ha la gloria forse, ma di certo si gode la pace e la libertà di sapere che, anche senza di lui, tutto funziona senza intoppi.

I due casi sono evidentemente estremi e, come dicevano i pluri-citati latini, “in medio stat virtus” o, che mi piace ancora di più, l’ottimo è nemico del bene. Da anni sto dunque perfezionando con indefesso impegno una tecnica di mimesi professionale che mi consente di ottenere ottimi risultati nel mio piccolo, senza però esagerare, senza sbruffonate che irrimediabilmente attirano l’occhio curioso di chi vuole sfruttare le virtù altrui gratuitamente. Senza quei colpi di testa che fanno girare il nome nei corridoi. Senza che chiunque si senta di fare buona cosa a consigliare di consultarti. La tecnica è un abile destreggiarsi nelle maglie sociali, tenendo bene a mente il detto “chi si loda s’imbroda”, misurando continuamente i sì, con i no, e i non lo so, lasciando intendere che sono bravo a sufficienza ma senza eccedere. Un basso profilo che però si rivela nella sua vera natura non appena guardato da vicino. Il segreto è non lasciare avvicinare nessuno abbastanza da capirlo.

Come disse Van Wilder, che non posso credere di stare citando, “i’m all about low expectations”.

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