La specie umana è onnivora, il che significa che può nutrirsi di tutto; altri esempi di animali simili in natura sono i maiali e i topi. Certo la possibilità di ricavare nutrimento sia dal regno animale che vegetale non implicherebbe nulla di per sè, ma, contrariamente alla maggior parte delle altre specie che concentrano la loro dieta su un sottoinsieme preciso di cibi, sembra che nel corso dei millenni l’uomo abbia trovato i modi più creativi di provvedere al proprio sostentamento e servire contemporaneamente sia l’organismo che il palato. Pur con dubbio gusto e scelte opinabili.

Se -dimenticando per un momento le abitudini di cui siamo impregnati- si analizzano oggettivamente le sostanze di cui si ciba l’uomo, si scopre che non c’è alcun ritegno o pudore nell’arraffare qualsiasi cosa si trovi per metterla in bocca. Un esempio su tutti sono le uova. L’uomo ha trovato mille modi per cucinare e cibarsi delle uova. L’uomo mangia i prodotti degli organi genitali di altri animali. L’uomo mai si sognerebbe di mangiare le sostanze che contengono le uova della propria specie, ma quelli degli animali sì. Quando si prende un uovo di gallina e lo si rompe in un tegamino, ci si sta preparando da mangiare il gamete femminile di un uccello. Lo stesso si fa con i pesci: l’uomo si mangia le cellule riproduttive di alcuni pesci. Su che base poi ci si mangi le uova di gallina e non quelle di rana è ignoto. Tecnicamente dovrebbero suscitare schifo entrambe, semplicemente non sembrano sostanze adatte al nutrimento. Ma la predilezione per le secrezioni relative alla riproduzione degli animali non finisce qui. L’uomo beve ed elabora il latte di alcuni animali. Mai darebbe da bere a nessuno il latte proprio o mai penserebbe di farci del formaggio, ma quello di alcuni animali è cibo comune. Mucche, pecore, capre sono tutti animali di cui si beve il latte, ma pensare di bere latte di cane farebbe rabbrividire chiunque. E questa scelta non sembra avere alcuna ragione. Il modo poi in cui vengono preparate alcune delle vivande più apprezzate dall’uomo suscita perlomeno ragionevoli dubbi. Il prosciutto crudo: carne di un animale trattata con della terra dal gusto saporito e lasciata seccare per un po’. Lo yogurt: latte di animale dopo che è stato digerito da certi batteri. Lardo: grasso di un animale che si rotola nel fango tutto il giorno.

E’ possibile che nessuno abbia posto un veto di pudore quando qualcuno ha proposto di ingerire delle uova o bere il latte? Di altri animali poi. Viene da chiedersi se non ci siano dei modi più dignitosi di mangiare. Feuerbach diceva che l’uomo è ciò che mangia, se ha ragione significa che siamo una razza disgustosa.

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