Mi diverto a constatare tristemente come troppe storie che occupano per diversi giorni le prima pagine dei giornali con titoli sensazionalistici siano spesso basate su illazioni o libere interpretazioni di fatti non sempre rilevanti. Nella maggior parte dei casi è addirittura difficile capire se realmente esistano eventi accertati o se l’intera “notizia” affondi le proprie radici sul sentito dire e su voci di corridoio non confermate.

Mi duole estremamente riportare confronti nostalgici con il passato, ma è difficile negare che ad un certo punto negli ultimi vent’anni la professione del giornalista abbia perso progressivamente il proprio carattere investigativo, proprio quell’apprezzabile tratto che faceva del cronista un appassionato della verità con l’unica missione di mettere al corrente i propri lettori di ciò che accade, senza filtri e senza fantasie. Il solito pedante alzerà la mano e farà notare che nulla di nuovo è sotto il sole e che, sin dai tempi di Erodoto che pur si proponeva nel proemio delle sue Storie di aderire il più possibile ai fatti, la realtà è sempre stata inquinata, o addolcita a seconda dei punti di vista, dalla finzione. La differenza tra il V secolo a.C. e oggi è palesemente nei mezzi di comunicazione e, se Erodoto può essere scusato per le inesattezze, il giornalista moderno che ha a disposizione strumenti quali le agenzie, il telefono e Internet, non ha scuse per non verificare le informazioni che riporta nei pezzi che pubblica e confermare l’accuratezza e l’attendibilità delle proprie fonti.

Oggi leggere i giornali equivale a scegliere il proprio stile preferito di gonfiare due righe di dispaccio di agenzia in due colonne sulla seconda pagina e creare un’appropriata drammatizzazione che garantisca l’attenzione del pubblico il più a lungo possibile. I mass media, finanziati dalla promozione privata e indissolubilmente legati ad essa per la propria sopravvivenza, hanno trasformato l’informazione in intrattenimento senza avvisare nessuno della mutazione e perpetrano un silenzioso inganno nei confronti dello stesso pubblico che un tempo servivano fedelmente.

Annunci