E’ giunto il momento tanto atteso. L’altro pomeriggio in ufficio, mentre rilassato lasciavo fluire liquidi organici in una grossa coppa di porcellana, mi sono ricordato degli ultimi anni ottanta quando un mio amico, di qualche anno più grande, un giorno mi spiegò che indumenti avrei dovuto indossare per essere alla moda. Al momento purtroppo ho ricordato solamente la cintura El Charro, la maglietta della Mistral e le scarpe Timberland. In particolare il ricordo delle vistosissime fibbie El Charro mi ha suscitato un attacco di ilarità e condotto a ricordare altre gloriose marche e modelli dei tempi che furono.

Come dimenticare infatti il più fedele compagno delle più blasonate cinture western, gli splendidi stivali Durango, forgiati in pelle e (allora) disponibili in svariate tamarrissime versioni. Caratteristiche salienti erano le minuziose decorazioni sulla pelle in stile ranch del Texas, gli imponenti tacchi alla psiconano e l’affilata punta anteriore che secondo indiscrezioni vantava un’anima di metallo. Imperdibili. Quasi quanto un’altra coppia inseparabile dell’abbigliamento trendy retrò, il giaccone Bomber e le scarpe Buffalo. Il nome Bomber deriva dalle origini militari dell’indumento, ma ricorda anche la forma gonfia e bombata che lo caratterizza. Indossato prevalentemente dalle etnie zarre è stato il capo che ha contraddistinto le baby-gang fino all’arrivo del Woolrich diversi anni più tardi. Le Buffalo dall’altro lato hanno sempre offerto quel sostegno di una manciata di centimetri in più che non dispiace mai a nessuno, oltre che provvedere ad avvolgere il piede con stile e comfort.

La palma del più inquietante capo di abbigliamento del passato va consegnata senza dubbio ai fuseau che qualche stilista folle decise di lanciare una ventina di anni fa e che purtroppo ebbero fin troppo successo. Gli strascichi sono sotto gli occhi di tutti ancora oggi. Si trattava di un modello di pantaloni elasticizzati messi in commercio nei colori e fantasie più orribili che si possano concepire, corredati da un elastico che girava sotto la pianta del piede con lo scopo di tenerli ben tesi nella loro atrocità. L’orrore raggiungeva il suo culmine quando venivano indossati con scarpe basse che mettevano bene in mostra il suddetto elastico. Un brutto ricordo davvero.

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